Reddito di Cittadinanza e lavoro: il 2020 sarà l’anno della verità

Reddito di Cittadinanza e lavoro: il 2020 sarà l’anno della verità

Il Reddito di Cittadinanza, così fortemente voluto dal Ministro Di Maio, è stata una misura molto discussa, e la cosa non stupisce, trattandosi di uno strumento di welfare che in Italia non si era mai visto.

A livello concettuale, l’idea di fornire un piccolo sostentamento economico ai cittadini che versano in gravi condizioni di povertà ha ben pochi detrattori, al contrario tantissimi cittadini sollevano delle perplessità sul fatto che questo progetto non sia puramente assistenziale, come il Ministro Di Maio ha più volte sottolineato.

Le politiche attive del Reddito di Cittadinanza

Il Reddito di Cittadinanza nasce infatti come misura temporanea finalizzata alla collocazione lavorativa del percettore, proprio in tale ottica è stato realizzato un imponente sistema di politiche attive.

Se da un lato vi sono percettori che, per differenti ragioni, sono esonerati dal doversi attivare sul piano lavorativo, dall’altro la platea che ne è interessata deve necessariamente avere come obiettivo primario quello di trovare un lavoro.

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Da questo punto di vista c’è chi maligna, sostenendo che possa essere più conveniente ricevere mensilmente il sussidio statale piuttosto che dover trovare un lavoro, anche in considerazione del fatto che purtroppo, soprattutto nel Mezzogiorno, gli stipendi proposti dalle aziende private tendono ad essere esigui.

Di Maio tuttavia è stato perentorio: il percettore deve attivarsi obbligatoriamente e non può rifiutare più di 2 “offerte congrue” presentatigli dal navigator.

La nuova figura del navigator

Quella del navigator è la figura-simbolo delle politiche attive correlate al Reddito di Cittadinanza: tramite la società Anpal Servizi, infatti, sono state assunte poco meno di 3.000 persone le quali sono state affiancate agli operatori dei centri per l’impiego.

Anche a livello mediatico la “nascita” dei navigator è stata molto seguita, dapprima con la selezione, che ha richiamato a Roma migliaia di persone, e in seguito con il “kick off“, una convention inaugurale con cui si è dato il via ufficiale al progetto.

Nell’occasione non si è lasciato al caso davvero nulla: location esclusiva, shopper personalizzate come quelle acquistabili da e-commerce specializzati come www.gedshop.it, perfino un grande “muro” in cartone simbolicamente firmato da tutti navigator, oltre che dal Ministro Di Maio e dal Presidente di Anpal Servizi, Domenico Parisi.

I navigator sono sotto contratto ormai da 5 mesi (salvo alcune eccezioni, come nel caso della Campania), il loro effettivo ingresso in operativo è tuttavia avvenuto con tempi differenti da regione a regione e fino ad oggi si sono occupati di mansioni amministrative, ovvero sostanzialmente di convocare i percettori del Reddito di Cittadinanza stilandone un profilo personale e facendo effettuar loro il necessario “patto per il lavoro”.

La collocazione dei percettori entra nel vivo

Inizia ora, per il progetto di politiche attive, la fase “clou”, ovvero quella in cui vanno presentate delle offerte di lavoro ai percettori.

L’impresa è oggettivamente molto complessa, sia perché in Italia la domanda di lavoro non è certo elevata, sia perché molti dei percettori hanno una bassa scolarizzazione e sono poco appetibili agli occhi delle aziende.

Non solo: le offerte congrue, ovvero quelle che, per intenderci, devono essere necessariamente accettate pena il decadimento del beneficio, devono riguardare contratti a tempo indeterminato o di apprendistato, e ciò rende la missione ancora più ardua.

Per contro, i navigator potranno contare su quella che potrà essere una preziosa “arma”, ovvero gli incentivi fiscali che sono stati previsti a favore delle aziende che assumeranno percettori di Reddito di Cittadinanza.

Ad oggi le cifre relative all’occupazione dei percettori sono decisamente poco incoraggianti ma, come si diceva, è proprio adesso che quest’apparato di politiche attive entrerà nel vivo.

I dubbi e le perplessità, come si diceva, sono tantissime, basti pensare che il portale web concepito per radunare tutte le offerte di lavoro attive a livello nazionale risulta ancora completamente vuoto.

Il 2020 sarà sicuramente l’anno decisivo per valutare quest’aspetto del Reddito di Cittadinanza, quel che è certo è che, nella malaugurata ipotesi per cui non si dovessero raggiungere dei risultati apprezzabili, il costo pubblico sarà stato assai elevato: 250 milioni è infatti la cifra che è stata destinata per la sola assunzione dei navigator.