Tra i vari provvedimenti posti in cima al “to do” della neo premier Meloni, compare anche la modifica del reddito di cittadinanza.

Tra le varie modifiche previste dal governo della neo premier Giorgia Meloni, ha particolare rilevanza il tema del reddito di cittadinanza, ampiamente dibattuto dalla leader di Fratelli d’Italia, che da sempre ha espresso la sua volontà di voler modificare l’incentivo.

Claudio Durigon, della Lega, ha così sintetizzato il piano del centrodestra in merito alla modifica del reddito di cittadinanza, promulgato la prima volta dal governo Conte nel 2018: “Chi può lavorare non potrà stare più in poltrona e continuare a beneficiare dell’assegno”.

Reddito di Cittadinanza

Questi sono i propositi, ma sulla carta, la situazione è tutt’altra. Difatti, mancano pochi mesi all’inizio di gennaio 2023, e risulta quasi impossibile attuare una modifica sul reddito in tempo. In ogni caso, l’abolizione del provvedimento è del tutto fuori discussione.

Insieme alla diatriba sul reddito, si apre anche quella delle pensioni. Stesso discorso: nonostante tutti i buoni propositi, ormai è troppo tardi per emanare un provvedimento che possa abolire la legge Fornero. Il reddito di cittadinanza riguarda 5,6 milioni di italiani.

“La povertà morde, il reddito va mantenuto e dato a tutti i poveri assoluti”. Lo ha dichiarato Zuppi dopo la presentazione di nuovi allarmanti dati della Caritas. Tra i primi interventi annunciati dalla Meloni, anche quello sulla modifica del reddito. Ma in cosa consiste?

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La modifica proposta da Giorgia Meloni

Secondo la neo premier italiana, il provvedimento non dovrebbe più essere un assegno con cadenza mensile. L’obbiettivo di Giorgia Meloni, è quello di porre dei paletti al fine di limitare l’erogazione della misura, e puntare più all’introduzione dei cittadini nel mondo del lavoro piuttosto che offrire loro la possibilità di stare a casa e percepire comunque un sussidio.

Ma per attuare un piano del genere, è necessario un maggior coinvolgimento degli enti locali che meglio conoscono le situazioni di vera necessità e disagio sul territorio. Il responsabile economico di Fratelli d’Italia, Maurizio Leo, ha spiegato: “Non vogliamo abolire il reddito di cittadinanza come misura di sostegno per chi non può lavorare, ma intendiamo separare l’assistenza dalle politiche attive del lavoro, incentivando le assunzioni con il meccanismo chi più assume meno paga”.

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ultimo aggiornamento: 25-10-2022


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