Referendum Ilva: gli operai favorevoli all’accordo con ArcelorMittal

I primi risultati sul referendum sull’Ilva per l’accordo con ArcelorMittal sono positivi. Gli operai liguri e veneti si sono espressi per il sì.

ROMA – L’accordo raggiunto dal governo con ArcelorMittal sull’ Ilva soddisfa gli operai. È questo quello che esce fuori dai primi risultati dei referendum. Secondo quanto riferito dai sindacati, la maggior parte dei lavoratori ha votato per il sì a questa intesa che sarà formalizzata nei prossimi giorni. Nello stabilimento di Cornigliano, vicino Genova, dei 1.474 aventi diritto al voto hanno espresso la loro opinione in 1.123. Il via libera per la firma ha avuto il 90% (1.012) mentre solamente in 99 hanno votato no (8,8%). Schede nulle 12.

Risultato molto simile anche a Novi Ligure dove il sì ha raggiunto 89,4% (456 voti) mentre il no si è fermato al 10,2% (52). Solo due le schede nulle. Anche in Veneto, nello stabilimento di Marghera, vicino Venezia, i lavoratori hanno votato per l’accordo. Il via libera è stato dato dal 63% (33) mentre il no ha raggiunto il 35%. Solo una persona ha annullato la scheda.

Ilva
Ilva (fonte foto https://twitter.com/Ettore_Rosato)

Il sì è arrivato anche da Taranto. Gli operai che si sono espressi in favore di questo accordo sono stati il 94% mentre solamente 392 hanno votato no. 12 il numero degli astenuti.

Referendum Ilva, la FIOM di Genova: “Entro il 30 settembre tutti convocati intorno ad un tavolo”

I risultati del referendum sull’Ilva sono stati accolti in modo positivo dalla FIOM di Genova. Il segretario, Bruno Manganaro, chiede a gran voce che siano rispettati gli accordi: “Bisogna dare seguito – riporta l’ANSA – a quanto detto in precedenza. Tutti i firmatari dell’Accordo di Programma devono essere convocati intorno ad un tavolo entro il 30 settembre“.

In quel giorno – continua il sindacalista – è prevista la scadenza della Cassa Integrazione e dei lavori di pubblica utilità. Il rischio di ritrovarsi il 1° ottobre con i lavoratori senza ammortizzatore sociale è elevato. Se non avremo la convocazione entro il 23 settembre, dal 24 partirà la mobilitazione. Il Governo deve sapere che non sta scherzando con il fuoco“.

fonte foto copertina https://twitter.com/alessandrovell5

ultimo aggiornamento: 13-09-2018

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