Referendum per la legalizzazione dell’eutanasia, no della Consulta. Pubblicate le motivazioni

Referendum per la legalizzazione dell’eutanasia, no della Consulta. Pubblicate le motivazioni

Il Comitato promotore del referendum per la legalizzazione dell’eutanasia: “La raccolta firme prosegue con maggiore forza”.

Alla metà di agosto erano state raccolte 500.000 firme per il referendum per la legalizzazione dell’eutanasia. Il raggiungimento del grande traguardo era stato comunicato da Marco Cappato e Filomena Gallo. E al 25 agosto le firme erano 750.000. Quando sono state depositate in Cassazione, le sottoscrizioni avevano superato il milione.

Raccolte oltre un milione di firme firme per il referendum per la legalizzazione dell’eutanasia

Nell’esprimere profonda gratitudine per le migliaia di volontarie e volontari che stanno dedicando parte delle proprie vacanze a fornire il servizio pubblico dell’esercizio del diritto al referendum vogliamo sottolineare che la raccolta firme naturalmente prosegue con ancora maggiore forza, con l’obiettivo di raccogliere almeno 750.000 firme entro il 30 settembre in modo da mettere in sicurezza il risultato da ogni possibilità di errori nella raccolta, ritardi della Pubblica amministrazione e difficoltà nelle operazioni di rientro dei moduli“, si legge nella condivisa dal Comitato promotore

Di fronte agli annunci di iniziative parlamentari e al proseguirsi della violazione dei diritti dei malati, già sanciti dalla sentenza della Consulta sul caso Cappato-Antoniani vogliamo precisare che il referendum è uno strumento legislativo per realizzare riforme con effetto vincolante, non è – né dal punto di vista legale né da quello politico – uno stimolo al Parlamento affinché legiferi, né tantomeno un alibi per il Governo e le Regioni per continuare a violare impunemente la legge. Continueremo infatti ad agire al fianco di persone malate che, come nel caso di Mario, si vedono conculcata con la violenza la propria libertà di decidere sul fine vita“.

Ospedale

La preoccupazione del Vaticano

Dal Vaticano erano arrivate le parole di preoccupazione del monsignor Vincenzo Paglia subito dopo la fine della raccolta firme, intervenuto ai microfoni di Vatican News. Paglia si era detto preoccupato per il referendum e parla della tentazione di una nuova forma di eugenetica, ossia l’eutanasia: “C’è la tentazione di una nuova forma di eugenetica: chi non nasce sano, non deve nascere. E insieme con questo c’è una nuova concezione salutistica per la quale chi è nato e non è sano, deve morire. È l’eutanasia“.

CEI, “Grave inquietudine”

“Chiunque si trovi in condizioni di estrema sofferenza va aiutato a gestire il dolore, a superare l’angoscia e la disperazione, non a eliminare la propria vita. Scegliere la morte è la sconfitta dell’umano, la vittoria di una concezione antropologica individualista e nichilista in cui non trovano più spazio né la speranza né le relazioni interpersonali. Non vi è espressione di compassione nell’aiutare a morire”, sostengono i vescovi. Le presidenza CEI, che si è riunita in sessione straordinaria, esprime “grave inquietudine“, come riferito dall’Adnkronos.

La Consulta dice no al referendum

Nel febbraio 2022 la Corte Costituzionale ha dichiarato inammissibile la richiesta presentata perché con questo quesito non sarebbe preservato la tutela minima costituzionalmente necessaria della vita umana.

Nelle motivazioni è precisato come si tratta di “un referendum manipolativo e non chiaro sulla responsabilità delle toghe“.