Referendum, ironia e buoni propositi: il futuro del CNEL dopo la vittoria del “No”

Ironia sul CNEL, botta e risposta. Napoleone: “L’ironia va colta sempre nel suo lato positivo. Non do risposte di pancia. Mi ha colpito, certo, la facilità con cui una parte della politica e dell’informazione ha sottovalutato il ruolo del CNEL

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Festini, trenini in stile veglione di capodanno e fiumi di spumante, così il mondo del web ha immaginato il fronte del CNEL dopo la vittoria del fronte del No al referendum costituzionale promosso dal governo Renzi.

Cos’è il CNEL?

Se n’è parlato tanto, in pochi ci hanno capito qualcosa ma tutti tra gli addetti ai lavori, a prescindere dal fronte di appartenenza, hanno visto di buon occhio la soppressione del CNEL, il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro è un organo previsto dall’articolo 99 della Costituzione e che dovrebbe funzionare da organo consultivo su materie economiche per il Parlamento. Nelle intenzioni originarie, tale organo avrebbe dovuto svolgere la funzione di collegamento tra il mondo dell’impresa e del lavoro e quello delle istituzioni. Ha la facoltà di promuovere disegni di legge, anche se dalla sua istituzione tale funzione non è mai stata esercitata.

La risposta del CNEL

Dopo le polemiche e l’ironia dilagate sulla rete, è arrivata pronta la risposta dei papaveri del CNEL. “Nessun festino, né trenini, né champagne  – ha dichiarato il vice presidente Gian Paolo Gualaccini. Noi qui non prendiamo indennità da quasi due anni. In 80 paesi del mondo esistono i CNEL. Ne ha uno anche l’Unione Europea e si chiama CESE. In Italia la legge ordinaria che lo regola è vecchia di 30 anni e andrebbe riformata per cambiare mission, governance, numero di consiglieri. La vittoria del Sì avrebbe tagliato le spese del CNEL? I dipendenti andavano comunque a lavorare in altri uffici statali e la villa storica dove stiamo andava comunque mantenuta“. “Siamo diventati improvvisamente famosi – ha aggiunto poi Gualaccini in un video dell’Ansa. Adesso dobbiamo dimostrare veramente di essere utili a governo e parlamento. Il CNEL è importante perché è un organo costituzionale che è la casa delle parti sociali, il luogo dove i cosiddetti corpi intermedi devono fare la fatica di trovare la sintesi e offrirla al governo e al parlamento di turno. Dobbiamo saper dimostrare di fare quello che la costituzione ci chiede“.

Intervistato da Adnkronos, anche il presidente Delio Napoleone ha voluto esprimere un giudizio sulle critiche lanciate all’organo da lui presieduto: “L’ironia va colta sempre nel suo lato positivo. Non do risposte di pancia. Mi ha colpito, certo, la facilità con cui una parte della politica e dell’informazione ha sottovalutato il ruolo del CNEL, organo di rilevanza costituzionale, ma le cui origini risalgono agli inizi del ‘900. In ogni caso, quella di domenica è stata una battaglia democratica grande e importante. Per i cittadini l’art.99 della Costituzione non va toccato e il collegamento tra il mondo del lavoro, la politica, i corpi rappresentativi intermedi, interrotti da troppo tempo, vanno ripristinati, in modo da favorire l’armonizzazione degli interessi di capitale e lavoro: è stato riconosciuto il nostro ruolo come valore aggiunto della democrazia“.

Certo, resta da capire se nella bufera legata al referendum i cittadini abbiano davvero messo al primo posto nella valutazione quell’articolo 99 della Costituzione citato da Napoleone, ma l’impressione è che ora il CNEL possa iniziare una nuova esperienza, magari più partecipativa, della sua vita e del suo servizio pubblico.