Al termine di una lunga notte di spoglio, il referendum ha avuto il suo esito: il No ha vinto con il 59,1% dei voti.

Il referendum costituzionale ha sancito la vittoria schiacciante del No: 59,1% contro il 40,9%. Le regioni di prevalenza del Sì sono state Toscana, Emilia Romagna e Trentino Alto Adige, nelle altre ha prevalso l’esito negativo. L’affluenza è stata altissima: quasi il 69% degli aventi diritto.

In tarda serata il premier Matteo Renzi si è presentato alla conferenza stampa convocata a Palazzo Chigi. Ha dato le sue dimissioni dal governo, apparendo visibilmente commosso.

“Mi assumo tutte le responsabilità della sconfitta. Chi lotta per un’idea non può perdere. Voi non avete perso, sentitevi soddisfatti per il vostro lavoro. Vorrei che foste fieri di voi stessi. (…) Io ho perso. Nella politica italiana non perde. Sono diverso, ho preso e lo dico a voce alta anche se col nodo in gola. Non sono riuscito a portarvi alla vittoria, ma ho fatto tutto quello che si potesse fare.”

Renzi ha dichiarato che, con questo referendum, avrebbe voluto ridurre il numero delle poltrone, ma che alla fine la poltrona che è saltata è stata la sua.

Dimissioni e ringraziamenti

“L’esperienza del mio governo finisce qui. Credo che per cambiare questo sistema politico non si possa far finta che tutti rimangano incollati alle loro abitudine e alle loro poltrone. Domani pomeriggio convocherò il cdm, ringrazierò i miei colleghi e salirò al Quirinale, dove nelle mani del presidente Mattarella consegnerò le dimissioni. Il governo sarà al lavoro per una buona legge di stabilità.”

Renzi ha voluto ringraziare la moglie Agnese, che lo seguiva commossa in conferenza:

“Grazie ad Agnese, per aver sopportato la fatica di questi mille giorni e per come ha splendidamente rappresentato il nostro Paese, grazie ai miei figli. Sono stati mille giorni bellissimi che sono volati, ora per me è tempo di mettersi in cammino”.

Per l’ormai ex presidente del Consiglio non ci sono stati rimorsi, se non l’amarezza di non essere riuscito a portare i suoi alla vittoria. Ribadendo di non essere mai stato attaccato alla poltrona, Renzi ha dichiarato rispetto verso chiunque gli succederà:

“Saluterò il mio successore, chiunque egli sarà, e gli consegnerò la campanella e il dossier delle cose che restano da fare”.

Le reazioni

Non si sono fatte attendere le reazioni degli esponenti degli altri partiti. Beppe Grillo ha detto addio a Renzi auspicando al più presto il voto dei cittadini. Matteo Salvini parla di “una giornata di liberazione nazionale” grazie alle dimissioni di Renzi. Rispetto da Silvio Berlusconi, che ha lodato la fedeltà di Renzi rispetto a quanto annunciato in campagna referendaria.

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