Il leader di Iv avverte che in caso di violenza la responsabilità sarebbe stata di Conte.

Il leader del M5S aveva fatto una dichiarazione molto forte che suonava quasi come una minaccia. “Se ha il coraggio venga al sud senza scorta e chieda l’abolizione del reddito di cittadinanza” aveva esortato Giuseppe Conte riferito a Matteo Renzi che ieri è stato a Palermo. Il comizio del leader di Italia Viva in piazza Verdi è stato blindato da una massiccia presenza di forze dell’ordine a causa delle minacce e del linguaggio provocatorio usato dall’ex premier.

Le dichiarazioni di Conte avevano suscitato le polemiche tra i due rivali. Renzi aveva definito l’ex premier un «mezzo uomo» che «usava un linguaggio da mafioso». Aveva inoltre denunciato al ministro dell’Interno i messaggi intimidatori ricevuti sui social dopo le esternazioni del presidente dei 5 Stelle. «Del M5s non condivido nulla. Quello che non posso accettare è che un ex premier minacci fisicamente un altro presidente del Consiglio», ha aggiunto Renzi.

MATTEO RENZI
MATTEO RENZI

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Renzi attacca il “linguaggio mafioso” di Conte

“Venga senza scorta che vuol dire? Mi deve menare? E’ un irresponsabile” aveva commentato Renzi. Sul palco di Palermo attacca Conte e il reddito di cittadinanza usato come specchietto per le allodole di “una campagna tutta basata su clientelismo e voto di scambio”. E continua dicendo che per combattere la povertà “non serve un sussidio” ma lavoro e propone di trasformare la Sicilia nella “Florida dell’Europa”.

Da Palermo Renzi attacca tutti: i leghisti, il Pd diventato grillino, il sovranismo di Meloni e Forza Italia. “I democristiani non possono votare la Fiamma” dice rivolto all’elettorato azzurro.

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Speciale Governo

ultimo aggiornamento: 19-09-2022


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