In attesa del voto di fiducia al Senato sulla manovra, Renzi dovrebbe ufficializzare le sue dimissioni ma circola l’ipotesi di un secondo mandato.

L’auspicio di Matteo Renzi è quello di un governo di responsabilità nazionale con tutti dentro, inclusi Lega Nord e Movimento Cinque Stelle: l’unica alternativa è quella di andare subito alle elezioni. Secondo alcuni si tratterebbe di una strategia per ricevere un no e virare verso lo scioglimento anticipato.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, però, non è d’accordo e ribadisce che non si andrà al voto prima della riforma elettorale.

Questo pomeriggio, intorno alle 13.30 circa, ci sarà l’atteso voto di fiducia al Senato sull’articolo 1 del Ddl di Bilancio, che racchiude la Manovra. A seguire, la direzione del Pd in cui si attendono le dimissioni di Renzi. Il presidente del Consiglio dovrà poi recarsi al Quirinale per l’incontro con il presidente della Repubblica.

La Corte costituzionale ha fissato per il 24 gennaio 2017 la data per decidere sull’Italicum.

Renzi “non galleggia”

Il premier ha ribadito la sua intenzione di non voler “galleggiare” a Palazzo Chigi ma il suo piano prevede di andare verso un governo istituzionale, sostenuto da tutte le forze politiche; un esponente del Nazareno ha dichiarato:

“Siamo pronti a sostenere un governo per andare al voto, ma deve essere un governo di responsabilità, con la partecipazione di tutti i partiti. Questo diremo a Mattarella. Non si può pensare che il Pd e la maggioranza attuale si assumono gli oneri del governo mentre gli altri stanno fuori a impallinarci”.

La stessa fonte spiega che, in questo momento, è necessario assumersi le responsabilità dopo il risultato del referendum.

“Noi non abbiamo paura del voto. Se gli altri partiti dimostreranno senso di responsabilità, bene. Altrimenti, non abbiamo paura delle urne, anche subito.”

M5S contrario

Luigi Di Maio, esponente del Movimento Cinque Stelle, ha fatto sapere il punto di vista generale dei grillini, ossia che “al governo si va solo con i voti dei cittadini”.

Ci va giù pesante il deputato M5S Alessandro Di Battista, che fa sapere:

“Non gli interessa fare una legge elettorale migliore per i cittadini, gli interessa un ‘Anticinquestellum’, una legge elettorale contro il Movimento. E noi che cosa dovremmo fare? Sederci al tavolo con questi ‘ladri di democrazia’? Aprire una trattativa con questi bari? Non esiste”.

Vaccino Covid, quando farlo, come prenotarsi e da chi saremo chiamati


Redditi: Lombardia la più ricca, Basilicata ultima

Terremoto a Sumatra: quasi 100 morti, molti dispersi