Renzi, addio al Pd: "Allargheremo base del sostegno a Conte ma..."

Renzi: “Pd insieme di correnti, non voglio morire socio di Rousseau. Battere il populismo cattivo di Salvini”

Matteo Renzi ha consumato lo strappo con il Pd ma conferma il sostegno a Conte. Pronti i gruppi autonomi.

ROMA – Matteo Renzi ha annunciato l’addio al Partito Democratico. L’ex segretario ha consumato lo strappo con Zingaretti ma ha confermato il proprio sostegno al Governo Conte.

Le ragioni dell’addio al Partito Democratico

In un’intervista a Repubblica, Renzi ha spiegato i motivi che lo hanno portato a lasciare i democratici: “Qui c’è un fatto politico. Il Pd nasce come grande intuizione di un partito all’americana capace di riconoscersi in un leader carismatico e fondato sulle primarie. Chi ha tentato di interpretare questo ruolo è stato sconfitto dal fuoco amico. Oggi il Pd è un insieme di correnti. E temo che non sarà in grado da solo di rispondere alle aggressioni di Salvini e alla difficile convivenza con i 5 Stelle“.

Matteo Renzi
Matteo Renzi

I gruppi parlamentari autonomi

I gruppi autonomi nasceranno già questa settimana. E saranno un bene per tutti: Zingaretti – spiega ancora Renzi – non avrà più l’alibi di dire che non controlla i gruppi Pd perché saranno “derenzizzati”. E per il governo probabilmente si allargherà la base del consenso parlamentare, l’ho detto anche a Conte. I parlamentari che mi seguiranno saranno una trentina, più o meno. Non dico che c’è un numero chiuso, ma quasi…”.
Poi ancora: “Di Maio non convince. Non ho fatto tutto questo lavoro per morire socio di Rousseau. Per me la politica è un’altra cosa rispetto all’algoritmo di Casaleggio. Ma non voglio disturbare il Pd… Elezioni? Non ci presenteremo prima delle Politiche, che spero siano nel 2023…“.

Renzi: “Obbiettivo battere Salvini”

Infine, Renzi ricorda che il nemico numero uno è il populismo impersonificato da Salvini: “Abbiamo fatto un capolavoro tattico mettendo in minoranza Salvini con gli strumenti della democrazia parlamentare. Ma il populismo cattivo che esprime non è battuto e va sconfitto nella società. E credo che le liturgie di un Pd organizzato scientificamente in correnti e impegnato in una faticosa e autoreferenziale ricerca dell’unità come bene supremo non funzionino più“.

ultimo aggiornamento: 17-09-2019

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