Renzi: “Referendum? L’abbiamo straperso, ma è stato giusto provarci”

Risultato del referendum, necessità della modifica della legge elettorale e sconvolgimento politico a Roma: questi i principali temi trattati da Matteo Renzi in occasione della riunione del PD

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Si è tenuta quest’oggi la riunione dell’assemblea del PD, la prima dopo la vittoria del ‘no’ in occasione del referendum costituzionale. Salito sul palco, Matteo Renzi ha analizzato il risultato: “Non abbiamo perso, abbiamo straperso. E chi fa giri pindarici per dire che abbiamo preso un sacco di voti dice la verità, ma non dice che il 41% è una sconfitta netta. Sognavo di prendere 13 milioni di voti, ne abbiamo presi 13 e mezzo, ma la straordinaria partecipazione ha portato a non far bastare quei 13 milioni e mezzo di voti. Abbiamo perso il referendum, ma era giusto provarci, è stato giusto prenderne atto, ora è giusto rimettersi in cammino non come singoli, ma come comunità. E io per primo devo assumendomi la responsabilità di dire che c’è più bisogno di noi che di io. Abbiamo fatto riforme molto profonde: se due ragazzi si amano e, indipendentemente dall’orientamento sessuale, ora possono vivere insieme è grazie a una riforma del PD. Queste riforme non puzzano, segnano la grandezza del PD. Eravamo a un passo dalla Terza Repubblica e invece rischiamo di tornare alla Prima, senza la qualità della classe dirigente della Prima Repubblica. Il mio errore è stato non aver capito che il valore del referendum era nella politicizzazione, non nella la personalizzazione“.

Sì al Mattarellum

Matteo Renzi ha voluto inoltre rinnovare l’importanza della revisione della legge elettorale: “Alle altre forze politiche chiediamo di non fare melina. Abbiamo messo la fiducia sull’Italicum per chiudere la legge elettorale, perché sono venti anni che non si chiude. Vogliamo l’ultima occasione di maggioritario o scivoliamo verso il proporzionale? Vi propongo di andare a guardare le carte sull’unica proposta che ha la possibilità in tempo breve, che ha visto vincere centrosinistra e centrodestra, ha visto vincere l’Ulivo di Prodi e porta il nome di Mattarella. Andiamo a vedere, il PD c’è. Stiamo andando al voto, non sappiamo quando e non è importante nemmeno sapere la questione. In questo momento chi ha paura di votare sono gli altri. Perché per loro va benissimo agitare la bandierina del 59% ma se li metti in una competizione elettorale come partito non possono più lamentarsi, devono iniziare a dire cosa pensano. Dicono che si deve andare a votare ma ne hanno una paura matta“.

Sul Movimento 5 Stelle

Qui a Roma voglio dire che la politica non è l’indicazione delle cose che non vanno, l’urlo di chi dice No e non propone un’alternativa. Se si fa così politica, il Paese non va da nessuna parte, si blocca il Paese. Se per bloccare la corruzione si bloccano le Olimpiadi, si blocca la propria città. E forse per bloccare la corruzione bisognerebbe scegliere meglio i collaboratori. Agli amici di M5s potremmo proporre questo patto: smettete di dire bufale sul Web e noi non diremo la verità su di voi, e cioè che siete una azienda privata che firma contratti con gli amministratori. Lo diremo alle prossime elezioni“.