Renzi dopo uccisione Anis Amri: “Nostri uomini tra i migliori al mondo”

L’ex presidente del Consiglio Matteo Renzi ha voluto dire la sua dopo l’operazione che ha portato all’uccisione di Anis Amri.

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Poche ore fa, durante la notte, è stato ucciso Anis Amri, il giovane tunisino responsabile della strage di Berlino. Matteo Renzi ha commentato la notizia attraverso la sua pagina social:

“Quando ho lasciato Palazzo Chigi ho rivolto un pensiero speciale alle forze dell’ordine e alle forze armate italiane. Non era un pensiero formale ma usciva dal cuore. Perché se c’è una cosa che ho imparato a apprezzare lavorando insieme in questi mille giorni è che i nostri uomini e le nostre donne in divisa hanno una qualità e una professionalità straordinarie. Sono tra i migliori al mondo anche se non sempre viene riconosciuto.”

Lodi alle forze dell’ordine

L’ex premier ha tenuto in modo particolare a esternare il suo apprezzamento per le forze dell’ordine italiane che hanno fermato il killer, ricercato in tutta Europa.

“Quando oggi è arrivata la notizia dell’operazione di Sesto San Giovanni che ha portato al fermo e poi all’uccisione del killer di Berlino per me è stata semplicemente una conferma: i nostri uomini sono tra i migliori al mondo.

E del resto il fatto che in questi anni difficili Expo e Giubileo si siano svolti senza incidenti ne è una conferma lampante”.

Renzi ha proseguito dichiarando che la morte di uomo non è mai da festeggiare, ma che bloccare una persona così pericolosa era essenziale:

“La morte di un uomo non è mai un evento da festeggiare, ma aver bloccato il killer, che pure era armato, era fondamentale. Grazie al ministro Minniti, al capo della polizia Gabrielli e a tutti quelli che hanno collaborato.
Ma grazie soprattutto agli agenti che sono intervenuti stanotte rischiando la vita e più in generale a tutte le forze dell’ordine: siamo orgogliosi di voi. Viva l’Italia!”

La fuga del killer

L’uccisione dell’attentatore tunisino è avvenuta nella notte ma l’identità del giovane era sconosciuta fino a pochi minuti fa. Da Berlino, il tunisino era andato in Savoia e poi aveva raggiunto Torino. Dal capoluogo piemontese era poi arrivato a Milano in treno, fino a giungere nella cittadina di Sesto San Giovanni, dove ha trovato la morte in seguito a un controllo di routine. Il giovane aveva aperto il fuoco dopo che gli agenti lo avevano fermato per chiedergli i documenti. Gli agenti gli hanno sparato prima che scappasse.