Il nuovo report di Bankitalia ha visito al rialzo le stime del Pil italiano nel 2021. Continuano a diminuire, invece, gli occupati.

ROMA – E’ stato pubblicato il nuovo report di Bankitalia sul Pil italiano. Come riportato da Lapresse, da via Nazionale è stato ribadito il rialzo delle stime di crescita nel nostro Paese. Nel 2021 il rialzo stimato è del 4,9%. In crescita anche il 2022 e 2023 con un 4,5% e 2,3%.

Un rapporto che sembra confermare la ripartenza della ripresa economica dopo un periodo molto complicato per la pandemia. I prossimi report naturalmente saranno fondamentali per confermare questo trend oppure registrare anche una nuova diminuzione.

In calo gli occupati, i dati Istat

Se la ripresa economica è partita, in Italia gli occupati continuano ad avere un calo. Nel primo trimestre 2021 il numero delle persone con un lavoro è diminuito di quasi 245mila unità rispetto ai tre mesi precedenti e di oltre 880mila unità in confronto al 2020.

Un dato che è fortemente condizionato dalla pandemia e dalle restrizioni. Anche se molto probabilmente senza il blocco dei licenziamenti la diminuzione poteva essere più forte. In aumento, quindi, il tasso di disoccupazione salito al 10,7%. In questo caso abbiamo avuto un incremento di oltre un punto percentuale rispetto al 2020. Una situazione in continuo aggiornamento e non si escludono altri numeri negativi nei prossimi trimestre.

Istat
Fonte foto: https://www.facebook.com/IstatCensimentiGiornoDopoGiorno

Dati Istat, la nota della Cgil

I dati Istat sono stati commentati da Tania Sacchetti, segretaria confederale della Cgil, con una nota riportata dal Corriere della Sera: “I numeri fotografano la reale condizione occupazionale del Paese, confermandone la gravita e smentendo il dibattito insussistente di questi giorni sulla presunta mancanza di voglia di lavorare“.

I quasi 900mila posti di lavoro bruciati in un anno – ha aggiunto – dimostrano con drammaticità che l’Italia non può permettersi e accettare ulteriori risoluzioni dei contratti di lavoro. Per questo, il blocco dei licenziamenti è una necessità, un’urgenza da prorogare fino alla fine di ottobre“.


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