Il nuovo report della Cgia di Mestre ha evidenziato la fine dell’azione di sostegno al Governo in materia di credito.

ROMA – Pubblicato il consueto report del sabato della Cgia di Mestre. L’ufficio studi nell’ultimo documento, riportato dall’Ansa, ha evidenziato la fine “dell’azione di sostegno del Governo in materia di credito per fronteggiare la crisi del coronavirus“.

Lo stock delle misure governative – si precisa nel rapporto – ha cominciato a crescere da febbraio 2020 raggiungendo il picco massimo proprio a novembre dello stesso anno, per poi iniziare una lenta discesa fino allo scorso maggio, quando ha raggiunto i 78,7 miliardi“.

Stock dei prestiti aumentati

Nel documento la Cgia ha evidenziato anche un aumento dello stock complessivo dei prestiti bancari erogati alle imprese. In particolare, l’incremento è stato di 37,1 miliardi, mentre i prestiti garantiti messi in campo dal precedente esecutivo sono stati 197,6 miliardi.

Una linea continuata anche dal premier Draghi, anche se questi aiuti non sono riuscite ad intaccare la cronica mancanza di liquidita. Misure che, invece, sono state di sostegno a banche e aziende che già in passato avevano ottenuto prestiti.

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Mise: “Salvati diversi posti di lavoro”

Nonostante la fine degli aiuti, nella giornata di sabato 21 agosto il Mise ha precisato che con la cassa integrazione e con le prospettive di reindustrializzazione sono stati salvati dal primo luglio circa 1.500 lavoratori. Il Ministero dello Sviluppo Economico ha sottolineato che si tratta di dipendenti delle società di Elia, Riese, IndelFab e l’ex Embraco, tutte aziende che negli ultimi mesi hanno accettato di aprire un tavolo per trovare una soluzione.

Attualmente il Mise ha 87 situazioni aperte, numeri che negli ultimi anni hanno avuto una forte riduzione anche per l’emergenza del coronavirus. Numeri che sono destinati ad aumentare nei prossimi mesi anche per lo sblocco dei licenziamenti per quanto riguarda le piccole aziende dopo lo stop deciso per la pandemia.


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