Il report di Confercenti sull’emergenza coronavirus: “Le restrizioni potrebbero portare alla chiusura di 70mila negozi”.

ROMA – Sono 70mila i negozi a rischio chiusura secondo l’ultimo report di Confesercenti, riportato dall’Ansa, sugli effetti del coronavirus sull’economia italiana. Le restrizioni hanno portato molte persone a comprare online e sono diverse le attività che non potrebbero più riaprire in questo 2021.

Secondo le stime della Confederazione, a forte rischio sono le 35mila attività nei centri e gallerie commerciali e per questo è stato chiesto al Governo di inserire nel piano delle riaperture queste strutture. Non è ancora chiaro, infatti, se i centri commerciali potranno riprendere ad esercitare la propria attività in zona gialla nel pieno delle sue funzioni.

Ridotti gli acquisti nei ‘negozi di vicinato’

Secondo quanto riportato da Confesercenti, nel primo bimestre 2021 ha visto una riduzione degli acquisti fisici, mentre le vendite online hanno avuto un aumento di oltre il 30%.

L’evoluzione è stata molto simile a quella del primo lockdown. La speranza resta quella di assistere ad una ripartenza di questi negozi nella seconda parte dell’anno, ma molto dipenderà dall’andamento del Covid-19 e dalle possibili restrizioni. L’apertura dei locali la sera potrebbe portare gli italiani ad uscire e andare a fare degli acquisti nei negozi e nei centri commerciali, ma un passo indietro rischia di far chiudere almeno 70mila attività.

Coronavirus
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Confesercenti: “Le restrizioni sono state un cataclisma per il comparto”

Il report è stato accompagnato da un duro commento da parte di Confesercenti. “Le misure di restrizioni – si legge – stanno determinando una strutturale e non governata redistribuzione delle quote di vendita verso verso il canale on-line. L’obbligo di chiusure nel fine settimane per le attività collocate dentro i centri e le gallerie commerciali è un cataclisma sul comparto. Un divieto che ignora gli alti standard di sicurezza, dell’areazione al controllo degli ingressi disposti da centri e gallerie e che genera una perdita di almeno 1,5 miliardi di euro per ogni weekend, in buona parte a vantaggio del canale di distribuzione online“.


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