Repubblica: Zvone Boban si trova davanti a una “doppia partita”

Il quotidiano in edicola oggi sottolinea il doppio, delicato ruolo di Zvone Boban. Da un lato c’è il campo, dall’altra i delicati rapporti con l’Uefa

Una doppia, difficilissima partita per Zvonimir Boban. L’ex vice presidente della Fifa, braccio destro di Infantino fino a qualche settimana fa, si è ormai calato con grande intensità nell’ambiente Milan. Si tratta di un ritorno atteso e graditissimo, dopo il decennio di grandi successi trascorso nelle vesti di calciatore. Il quotidiano La Repubblica sottolinea oggi come per Boban ci siano un’infinità di nuove sfide nel suo ruolo di Chief Football Officer: ecco quali.

Milan, le due grandi priorità di Zvone Boban

Il primo, importante compito è quello di aiutare il resto del settore tecnico-sportivo, composto dal dt Maldini, il ds Massara e l’allenatore Giampaolo, nell’individuazione di quei calciatori che possono fare al caso del nuovo progetto disegnato per la stagione 2019-2020. Boban in tal senso ha grande esperienza e, soprattutto, può essere decisivo nelle trattative con alcuni dei giocatori croati su cui punta il Milan (Lovren, Kramaric, Moro, Marin per fare alcuni esempi).

L’altra grande sfida, passando invece dal campo alla scrivania, riguarda il dialogo con le istituzioni calcistiche nazionali e internazionali. Tra queste ultime spicca quello con l’Uefa, alquanto delicato e centrale nel futuro della squadra: in ballo, infatti, ci sono le sanzioni riguardanti il Fair Play Finanziario e, in futuro, possibili modifiche allo stesso FPF.

Boban

Milan: Boban e la riforma del FPF

Nelle vesti di vice presidente della Fifa, Boban aveva rilasciato un’intervista a inizio 2019 in cui era stato molto chiaro. “Bisogna riformare il FPF. Mi limito a fotografare l’esistente e, ovviamente, devo elogiare i risultati del lavoro di questi dieci anni, necessario per mettere in sicurezza i conti del sistema calcio. Però, pur essendo giusto vigilare sulla salute delle società, le norme che impongono il pareggio di bilancio non possono impedire ai nuovi arrivati di fare investimenti. Inter e Milan, ad esempio, sono in questa condizione“.

ultimo aggiornamento: 24-06-2019

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