Stadi aperti ai tifosi ai tempi del coronavirus? L'ipotesi delle società

Serie A, si valuta la riapertura parziale degli stadi

Stadi aperti ai tifosi ai tempi del coronavirus? La Serie A valuta la possibilità di accogliere i tifosi nel rispetto del distanziamento.

ROMA – Stadi aperti ai tifosi ai tempi del coronavirus? Difficile vedere durante l’estate i settori pieni ma in Serie A si valuta di aprire le porte degli impianti ai tifosi rispettando il distanziamento sociale.

Una ripartenza (parziale) visto che la capienza molto probabilmente sarà più che dimezzata almeno all’inizio con le società che non hanno intenzione di rinunciare al calore del tifo. La discussione sarà affrontata nel prossimo Consiglio Federale o assemblea di Lega con la Figc pronta a preparare un protocollo da presentare al Comitato tecnico-scientifico e il Governo.

Le società spingono per riaprire gli stadi

La Serie A è pronta a ripartire a porte chiuse anche se gli stadi ben presto potrebbero riaccogliere i tifosi. Le società spingono per ottenere il via libera all’apertura (parziale) degli impianti nel rispetto delle norme del distanziamento.

La Lega guarda con molta attenzione a cinema e teatri che dal 15 giugno riapriranno le loro porte al pubblico. Un modello che potrebbe essere adottato anche nel calcio con i tifosi che dovranno rispettare il distanziamento sociale e le normative generali date al Paese. Una ripartenza parziale quest’estate per poi aumentare la capienza il prima possibile. Le società ci pensano con gli abbonati che sperano di poter ritornare il prima possibile sugli spalti. E gli altri? Si pensa ad un sorteggio ma sono solo idee.

Serie A
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Carnevali: “I tifosi sono la parte più importante per una società del calcio”

L’intenzione di riaprire gli stadi da parte della Serie A è stata confermata anche da Carnevali, ad del Sassuolo, ai microfoni di Radio Rai: “Per noi i tifosi sono essenziali. Dispiace giocare senza ma in questo momento non possiamo fare altro. Dobbiamo ragionare su una parziale riapertura degli stadi rispettando le regole del distanziamento. Serve programmazione, managerialità e buon senso, ma non la paura“.

ultimo aggiornamento: 02-06-2020

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