Riaperture, la protesta di Fipe e dei gestori delle palestre. Nei prossimi giorni non si escludono ulteriori manifestazioni.

ROMA – Riaperture, la protesta di Fipe e dei gestori delle palestre. La decisione del premier Draghi si far ripartire solamente le attività all’aperto non sembra convincere gli imprenditori dei locali pubblici e delle strutture per l’attività fisica.

Il Governo, al momento, non sembra essere intenzionato a fare passo indietro. Ma il pressing della Lega e di Forza Italia potrebbe portare ad un confronto a fine mese per valutare i dati e capire se si potranno allentare maggiormente le misure di restrizioni.

Fipe: “La data non basta”

In una nota, riportata da La Stampa, Fipe ha ribadito come “una data sola non basta visto che ci sono oltre 116mila locali senza uno spazio all’aperto“.

Bisogna lavorare da subito a un protocollo di sicurezza sanitaria stringente, che consenta la riapertura anche dei locali al chiuso e bisogna darci un cronoprogramma preciso, a partire dal 26 aprile. Non c’è più tempo da perdere. Presto chiederemo ai Comuni di collaborare con noi per spingere i sindaci a concedere il maggior numero di spazi esterni extra, in via del tutto eccezionale e provvisoria, agli esercizi che in questo momento ne sono sprovvisti. Sarebbe un bel segnale di unità e di voglia di uscire dal pantano di tutti insieme“.

Ristorante
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Gestori delle palestre: “Fateci riaprire”

Voglia di ripartire anche da parte delle palestre. In un’intervista a La Repubblica, Giampaolo Duregon ha anticipato di aver inviato al premier Draghi e alla sottosegretaria Vezzali per chiedere una riapertura anticipata di queste strutture. “Ripartire a maggio – ha confermato l’imprenditore – significa in realtà settembre prossimo e 10mila palestre a rischio chiusura. Mesi di chiusura che porteranno ad oltre dieci miliardi bruciati e un milione di addetti senza lavoro. Siamo pronti a ripartire anche con numeri più basso, ma abbiamo bisogno di lavorare“.


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