Richiami Porsche, coinvolte 60.000 unità di Cayenne e Macan

Porsche, saranno richiamate 60.000 unità di Cayenne e Macan

Non si esaurisce l’onda lunga del dieselgate: il KBA ha imposto il richiamo di circa sessantamila tra Porsche Cayenne e Macan per il malfunzionamento del software di controllo delle emissioni.

Proseguono i richiami da parte delle case automobilistiche tedesche. Dopo la Audi (costretta a ritirare sessantamila unità di A6 e A7 di penultima generazione), stavolta tocca alla Porsche. L’azienda di Stoccarda richiamerà 60.000 tra Cayenne e Macan per via di un’anomalia nel software del controllo delle emissioni dei motori diesel segnalata dall’autorità federale tedesca.

I richiami Porsche Cayenne e Macan

Secondo quanto si apprende dalla versione online dello Spiegel, la Motorizzazione tedesca ha disposto il richiamo di Porsche Cayenne V8 4.2 e Macan 3.0 V6. Entrambi i modelli sono equipaggiati con motori alimentati a diesel, omologati secondo la normativa Euro 6 (gli stessi che sospingono i modelli ritirati dalla Audi).

Le irregolarità rilevate nei modelli Porsche richiamati dall’organo federale riguardano, ovviamente, le emissioni inquinanti. In particolare, da alcuni test effettuati sulla Macan, sarebbe emersa la presenza di ben cinque software volti all’alterazione dei valori delle emissioni di Nox. Il sistema è stato poi aggiornato nel 2016. La Porsche rigetta le accuse che le vengono contestate, facendo sapere di aver informato le autorità della presenza di alcune irregolarità durante il mese di febbraio.

Richiami Porsche
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Il provvedimento nei confronti dell’azienda tedesca (nel dettaglio: richiami Porsche Macan per 52.831 esemplari e ritiro di 6.755 unità della Cayenne, secondo i dati divulgati da autonews.com) si inserisce in un quadro di indagine assai più ampio. Le autorità tedesche stanno investigando da tempo e, limitatamente agli ultimi mesi, una vasta operazione di perquisizione è stata effettuata presso gli uffici e alcuni impianti della BMW.

L’ombra lunga del dieselgate Volkswagen

Inoltre, tornando alla Porsche, il 20 aprile 2018 è stato arrestato ad Amburgo Joerg Kerner, il capo dello sviluppo dei motori. Assieme all’ex Audi, nel registro degli indagati sono stati inclusi due dirigenti di primo piano. Per quanto concerne Cayenne e Macan, il Ministero dei Trasporti tedesco aveva già disposto un provvedimento similare – ma di portata più contenuta – nell’estate del 2017, ordinando il richiamo di 30.000 unità.

Da questi numeri è piuttosto facile capire quale sia la portata dello scandalo dieselgate, che pende come una Spada di Damocle sulle prospettive future del Gruppo Volkswagen. Il costruttore tedesco, infatti, si troverà a dover sostenere dei costi enormi per poter chiudere la faccenda in ogni suo aspetto: a cominciare da quello tecnico (richiamo auto e aggiornamento dei software) fino a quello disciplinare, con sanzioni milionarie che non mancheranno di certo. In tal senso, basta guardare oltre oceano, con il Gruppo FCA che ha praticamente patteggiato una maxi multa con il governo americano al fine di riuscire a chiudere la causa legale aperta a seguito dei riscontri delle autorità americane.

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ultimo aggiornamento: 21-05-2018

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