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Riciclaggio, l’allarme della Banca d’Italia
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Riciclaggio, l’allarme della Banca d’Italia

soldi euro

Il riciclaggio non è più un’attività accessoria della criminalità, ma una vera infrastruttura globale che si muove con logiche industriali.

È il quadro che emerge dal nuovo «Quaderno dell’Unità di Informazione Finanziaria della Banca d’Italia», che analizza i casi più recenti di riciclaggio e finanziamento del terrorismo, mostrando un salto di qualità netto: oggi il denaro illecito non viene solo nascosto, ma gestito, moltiplicato e redistribuito attraverso sistemi sempre più sofisticati.

Il primo elemento che colpisce è la nascita di un vero e proprio «mercato» del riciclaggio. In uno dei casi più rilevanti, un agente di pagamento europeo si presentava come banca, pur non avendone i requisiti, raccogliendo fondi da una rete di imprese italiane coinvolte in frodi fiscali e abusi di agevolazioni pubbliche. I flussi venivano accentrati su conti esteri e poi trasferiti verso Paesi asiatici attraverso una catena di intermediari.

Le operazioni erano giustificate con causali apparentemente innocue, come giroconti o investimenti, ma in realtà configuravano un sistema organizzato di «money laundering as a service», cioè riciclaggio offerto su commissione. Accanto a questo modello emerge con forza il ruolo dei fondi pubblici come bersaglio privilegiato. Un caso riguarda contributi europei destinati all’agricoltura: le somme, una volta accreditate alle aziende beneficiarie, venivano trasferite a società collegate e a un professionista che agiva come regista dell’intero schema. Il denaro, invece di essere utilizzato per gli scopi previsti, veniva fatto circolare tra conti diversi fino a confluire nelle disponibilità di un unico soggetto. Un meccanismo che svuota dall’interno le politiche di sostegno economico.

Società fantasma

Ancora più sofisticato è il caso delle cartolarizzazioni di crediti fiscali mai realizzate. Due società di consulenza, prive di reale esperienza, hanno raccolto milioni promettendo operazioni finanziarie complesse legate ai bonus edilizi. Le operazioni, pubblicizzate e formalmente avviate, non sono mai state concluse. I fondi sono stati invece trasferiti all’estero verso un unico beneficiario, evidenziando una truffa costruita su una struttura tecnica solo apparentemente credibile.

Il report evidenzia anche la crescente importanza delle criptovalute. In un caso, una donna residente in Italia riceveva crypto-asset da numerosi connazionali e li trasferiva verso il Paese d’origine, utilizzando una rete di wallet digitali. Alcune transazioni risultavano collegate a indirizzi riconducibili a gruppi terroristici sanzionati. Il sistema, simile alla tradizionale hawala, dimostra come le criptovalute stiano diventando uno strumento centrale per aggirare i controlli e spostare fondi su scala internazionale.

Ma in che modo la frammentazione delle transazioni crypto, descritta nel report, riesce a rendere inefficace il monitoraggio delle autorità sui wallet riconducibili ai gruppi terroristici? Secondo Elisa Garfagna, esperta di fenomeni terroristici sul web, «la forza di questo sistema sta nell’usare il rumore del mercato per nascondere il segnale del crimine. Come in borsa, frammentare i flussi imita il comportamento retail, della grande distribuzione, rendendo i finanziamenti paramilitari indistinguibili da migliaia di transazioni comuni. Il reclutamento social di giovani prestanome crea poi un’interruzione legale: non c’è più un unico colpevole, ma una rete polverizzata. La velocità del cyber-layer fa il resto: il denaro viene riconvertito prima che l’intelligence unisca i puntini. È un’ingegneria che trasforma l’innovazione nella copertura perfetta».

Le truffe digitali

Un altro esempio riguarda le truffe digitali. Vittime di un «imposter scam», ingannate tramite applicazioni di messaggistica, effettuavano ricariche su carte di pagamento intestate a giovani prestanome. Il denaro veniva poi trasferito a una società estera e convertito in criptovalute attraverso piattaforme specializzate.

pagamenti digitali con pos
pagamenti digitali

Il meccanismo è semplice ma efficace: frammentazione dei pagamenti, concentrazione dei fondi e immediata conversione in asset difficili da tracciare. Tra gli schemi più aggressivi emerge quello delle partite IVA «apri e chiudi». Si tratta di imprese create ad hoc, operative per pochi mesi e poi cancellate, che generano flussi finanziari rilevanti senza versare imposte. In uno dei casi analizzati, la rete ha movimentato fino a 450 milioni di euro, con circa 300 milioni trasferiti verso Paesi asiatici. Le società coinvolte, spesso intestate a prestanome, operano come semplici collettori di fondi, che vengono rapidamente spostati all’estero.

Truffe sempre più sofisticate

Il quadro si completa con l’utilizzo dei «virtual IBAN», strumenti che replicano formalmente gli IBAN tradizionali ma sono collegati a conti «master» gestiti da intermediari esteri, spesso in Asia. In uno schema analizzato, aziende italiane trasferivano fondi verso controparti estere utilizzando questi strumenti, rendendo estremamente difficile individuare la reale destinazione del denaro.

La somiglianza formale con i codici bancari tradizionali contribuisce a confondere i controlli e a frammentare le operazioni su più giurisdizioni. Il dato più preoccupante è che tutti questi schemi condividono una stessa logica: sfruttare l’economia legale per ripulire e moltiplicare il denaro illecito. Fondi pubblici, strumenti finanziari avanzati, piattaforme digitali e innovazioni tecnologiche vengono impiegati a fini criminali.

A rendere il sistema ancora più efficace è la frammentazione normativa, che consente di spostare rapidamente i flussi tra Paesi con controlli diversi e spesso non armonizzati. Il risultato è un ecosistema in cui il confine tra legale e illegale si fa sempre più sottile. Il riciclaggio non è più solo un problema di sicurezza, ma una minaccia diretta alla tenuta dell’economia. Perché oggi il crimine non si limita a infiltrarsi nei mercati: li utilizza, li sfrutta e, in alcuni casi, li ridefinisce.

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ultimo aggiornamento: 7 Maggio 2026 8:15

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