Rider strappa il biglietto inneggiante a Mussolini durante una consegna: prima licenziato e poi reintegrato

Rider strappa il biglietto inneggiante a Mussolini durante una consegna: prima licenziato e poi reintegrato

Rider licenziato per aver strappato un biglietto inneggiante a Mussolini durante la consegna. L’azienda lo ha reintegrato qualche giorno dopo.

BOLOGNA – Un rider è stato licenziato per aver strappato un biglietto inneggiante a Mussolini durante la consegna. Il fatto, come raccontato da La Repubblica, è successo lo scorso 25 aprile, con il fattorino che ha deciso di fare a pezzi il messaggio che diceva: “In questo giorno di lutto che il nostro Duce possa guidare da lassù la rinascita“.

L’azienda in un primo momento ha parlato di un comportamento scorretto da parte del dipendente e da qui la decisione di licenziarlo, ma le polemiche non sono mancate. E nei giorni successivi ha deciso di riassumerlo.

Il rider: “Ho provato indignazione per quel messaggio”

La vicenda è stata ripresa da quasi tutti i giornali. Intercettato dai microfoni di Quotidiano Nazionale, il rider ha commentato l’accaduto: “Ci siamo guardati tutti in faccia imbarazzati, qualcuno ha commentato. Ho provato indignazione per quel messaggio, stupore che ancora oggi siano scritte quelle cose […]”.

Da parte del fattorino è arrivata anche l’ammissione dell’errore: “Sì, ho sbagliato a strappare il biglietto, ma la reazione dell’azienda mi è sembrata eccessiva“.

La motivazione dell’azienda

Anche l’azienda al Quotidiano Nazionale ha dato la propria versione in un primo momento. “Per policy – ha spiegato la società – ci riserviamo il diritto di non consegnare un biglietto in caso in cui sia contrario al decoro, all’ordine pubblico, offensivo […]. L’operatore non ha seguito l’indicazione aziendale mettendo nero su bianco un bigliettino contrario sulla legge“.

Il rider – ha aggiunto l’azienda – avrebbe attuato due comportamenti scorretti. Il primo la palese violazione della privacy e poi un comportamento non in linea con i valori aziendali“.

Dopo le polemiche e un confronto con l’assessore Lombardo in Consiglio comunale, l’azienda ha deciso di riassumerlo e dargli una nuova possibilità. La vicenda, comunque, sembra destinata a tenere banco per diverso tempo.