Riforma della governance INPS: cosa cambierà ai vertici dell’istituto?

Richiesta a gran voce una migliore distribuzione di compiti e poteri

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Non è più possibile rimandare la riforma della governance INPS: cosa cambierà? La divisione dei poteri ai vertici della previdenza sociale nazionale.

Qual è l’assetto attuale della governance INPS e quali dubbi solleva?

Attualmente la governance dell’INPS consiste in due organi di governo. Uno è il consiglio di Indirizzo e Vigilanza (CIV), che si occupa dell’indirizzo generale e delle strategie generali dell’ente; l’altro è il Presidente che svolge compiti di indirizzo politico – amministrativi.

Questo assetto è operativo dal 1° Febbraio 2017 ed è il risultato del riassetto amministrativo dell’istituto promossa da Tito Boeri, nominato Presidente da Matteo Renzi nel Natale del 2014 e attualmente in carica. Questa riorganizzazione portò anche alla diminuzione delle direzioni generali dell’INPS da 48 a 36.

La Corte dei Conti ha espresso le proprie perplessità sulla riorganizzazione Boeri, invitando a limitare soprattutto le funzioni spettanti al Presidente, sulla cui carica si accentrano attualmente i poteri e i compiti spettanti precedentemente al consiglio di amministrazione. Non sembrano inoltre chiari i rapporti tra il Presidente e il Direttore Generale (una figura che gode di un potere di proposta previsto dalla legge).

Riforma della governance INPS: cosa cambierà e chi la richiede

Sono soprattutto i sindacati a richiedere a gran voce una riforma della governance INPS. In particolare Il segretario confederale della UIL, Domenico Proietti, ha reso nota alla Commissione Lavoro della Camera dei Deputai la proposta della UIL sulla questione: “una governance realmente duale, con un organo di gestione e un CIV con rinnovati ed esigibili poteri di indirizzo, verifica e controllo”.

La critica fondamentale portata dalla UIL come da altre sigle sindacali si concentra contro l’accentramento nelle mani si un solo uomo della gestione di un Istituto dalle enormi dimensioni economiche e amministrative. Tali dimensioni, val la pena ricordarlo, sono state raggiunte a seguito della progressiva incorporazione di enti previdenziali minori.

Anche a seguito della mancata approvazione del bilancio annuale da parte del CIV è divenuta sempre più urgente una riforma della governance che non è ancora stata delineata ma che certamente porterà a una divisione dei poteri e a un maggior peso delle altre istituzioni nelle nomine di presidente e consiglieri dell’Istituto.
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