Tria frena Salvini e Di Maio sulla riforma fiscale. La Lega chiede una manovra coraggiosa, il ministro dell’Economia vuole prudenza.

Riforma fiscale, Tria frena Salvini e Di Maio. Il titolare del Mef non vuole complicare i rapporti con l’Europa e soprattutto vuole mantenere fede agli impegni presi per scongiurare la procedura di infrazione ai danni dell’Italia.

Giovanni Tria frena Salvini e Di Maio sulla riforma fiscale

Per questo motivo Tria avrebbe bocciato la proposta di Salvini di anticipare la manovra al mese di agosto. Il Ministro dell’Economia vuole avere i numeri dei soldi risparmiati da Quota Cento e Reddito di Cittadinanza per avere chiaro il quadro delle finanze a disposizione.

La manovra a metà ottobre

I tempi della riforma fiscale resteranno quindi invariati. Gli obiettivi saranno pubblicato intorno alla metà del mese di settembre e la manovra dovrebbe prendere forma solo intorno alla metà di ottobre. Come al solito.

Giovanni Tria
Roma 09/11/2018 – Il Ministro dell’Economia incontra il Presidente dell Eurogruppo / foto Samantha Zucchi/Insidefoto/Image nella foto: Giovanni Tria

Nodo flat tax: il compromesso del Mef non convince la Lega che chiede coraggio

Parlando di progetti concreti, Tria è a favore di una riduzione della pressione fiscale, voluta anche da Salvini e Di Maio. solo che i tre hanno piani decisamente differenti. Risparmi, flat tax, cuneo fiscale. Delle tre l’una. Probabilmente una flat tax ridotta per fissare il deficit all’1,6%.

La Lega non sembra intenzionata a fare sconti e vuole una manovra coraggiosa, uno shock fiscale, parole che non piacciono a Tria (e a Conte) e all’Unione europea, che ha già fatto sapere che i conti dell’Italia saranno monitorati con grande attenzione.


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