Rimossa la pagina Facebook di Altaforte, i motivi della decisione

“Contenuti che incitano l’odio”, Facebook oscura la pagina di Altaforte

Rimossa da Facebook la pagina di Altaforte, casa editrice vicina a CasaPound.

ROMA – Rimossa da Facebook la pagina di Altaforte, la casa editrice vicina a CasaPoudìnd. La decisione è stata presa dallo stesso social network spiegando che “i contenuti incitano all’odio“.

Anche se consentiamo alle persone di esprimersi liberamente su Facebook – si legge nel comunicato citato da La Repubblicaadottiamo provvedimenti nel caso di segnalazioni di abuso verbale verso le persone“.

La difesa di Altaforte e la solidarietà di CasaPound

Le decisione di Facebook è stata naturalmente criticata da parte della stesa casa editrice che in un post su Twitter scrive: “Facebook ha censurato la nostra pagina senza motivazioni concrete e senza possibilità di replica. Questa la loro libertà di pensiero?“.

Messaggio di vicinanza anche da parte di CasaPound sempre sui social: “Solidarietà ad Altaforte Edizioni, che ha anche recentemente pubblicato il libro di Simone Di Stefano, per la censura subìta da Facebook“.

Nessun passo indietro da parte di Zuckerberg che ha confermato la propria decisione di oscurare la pagina della casa editrice per contenuti che incitano all’odio. E le polemiche nelle prossime settimane non mancheranno.

Mark Zuckerberg
Mark Zuckerberg

Il caso Salone del Libro di Torino

La decisione di Facebook è arrivata un anno dopo la polemica per la partecipazione al Salone del Libro di Torino per la sponsorizzazione di diversi libri, tra cui quello di Matteo Salvini.

Presenza che ha portato Halina Birenbaum, sopravvissuta alla Shoah, a minacciare la propria assenza. Alla fine si è deciso di non inviare più l’invito alla casa editrice che ha parlato di censura. Stessa cosa detta dopo la decisione di Facebook di oscurare la pagina. E altri social in futuro potrebbero decidere di rimuovere la casa editrice con le polemiche che sembrano essere destinato a durare per diverso tempo. Altaforte resta nel mirino per i propri contenuti pubblicati.

ultimo aggiornamento: 11-07-2020

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