Finalmente il rinnovo di Suso, ma quella clausola da cinquanta milioni suona come un campanello d’allarme.

La squadra delude, la dirigenza risponde. Con questa frase potremmo riassumere gli ultimi concitati giorni trascorsi in casa Milan dove, dopo la sconfitta contro la Sampdoria, tecnico e squadra si sono ritrovati nel ciclone delle critiche e della contestazione, contestazione che in realtà ha toccato anche Marco Fassone e Massimiliano Mirabelli, bravi e pronti a dare una risposta tempestiva e un segnale forte a tutto l’ambiente rossonero. Immediato il colpo di coda da parte della dirigenza che in poche ore ha messo a segno un uno-due importante per il morale: il rinnovo di Suso e l’adeguamento del contratto di Patrick Cutrone, il primo ancora alla ricerca di una posizione nel nuovo modulo tattico disegnato da Vincenzo Montella e il secondo alla ricerca di una maglia da titolare che non vede ormai da tempo.

Arriva il rinnovo, Suso blindato… ma non troppo

Il raggiungimento dell’accordo per il rinnovo di Suso ha suggellato le frasi d’amore che si sono succedute in questi mesi: lo spagnolo ha sempre espresso il desiderio di rimanere in rossonero mentre la società ha rispedito al mittente tutte le offerte ricevute per il giocatore. A lasciare perplessi è l’inserimento della clausola da cinquanta milioni di euro inserita nel contratto, un paracadute, una precauzione qualora le cose non dovessero andare come previsto. Insomma, ottimismo ce n’è ma non troppo…

 

 

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ultimo aggiornamento: 26-09-2017


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