Terremoto, rinvio a giudizio per 12 persone per i crolli a Amatrice e Accumoli

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Il procuratore di Rieti, Saieva, ha annunciato che l’inchiesta sui crolli dovuti al terremoto del Centro Italia porterà al rinvio a giudizio di 12 persone. Nel mirino, tre crolli tra Amatrice e Accumoli.

RIETI – Il procuratore capo di Rieti, Giuseppe Saieva, titolare dell’inchiesta sul terremoto del Centro Italia del 24 agosto 2016 ha annunciato a chiusura delle indagini il rinvio a giudizio per 12 persone. I soggetti che andranno a processo sono ritenuti responsabili rispettivamente del crollo del campanile di una chiesa di Accumoli e di due palazzine di edilizia popolare ad Amatrice.

L’accusa della Procura

E’ emerso l’uso di materiali scadenti e tecniche costruttive inadeguate. Costruzioni fatte in violazione di leggi antisismiche e vincoli idrogeologici – ha spiegato Saieva –, che sono quelli che contano al fine della sicurezza. Molti morti si potevano evitare se l’uomo fin dall’inizio avesse fatto altre scelte in materia di tecniche costruttive: sono quelle che hanno determinato le vittime“.

La colpa dell’uomo

La colpa dell’uomo c’è – continua il procuratore –, che queste colpe risalgano indietro nel tempo è un altro discorso, il comune di Amatrice è stato costruito due, tre secoli fa, dopo il terremoto distruttivo del ‘700, ma non sono state rispettate regole antisismiche, anche perché la normativa è degli anni Settanta. Non si costruisce male solo per risparmiare e guadagnare di più, c’è anche un problema più generale di sottovalutazione culturale. Non si vogliono solo aumentare i profitti, c’è anche incuria, ed è sempre stata dimostrata ogni volta che le commesse provengono dallo Stato o da altri enti pubblici: il caso lampante è quello delle palazzine costruite ad Amatrice dalla stessa azienda, quelle destinate al pubblico sono crollate, quelle private sono ancora in piedi“.

Ora il processo

In via giudiziaria cercheremo di accertare le verità. Per il futuro sappiamo che il patrimonio edilizio nazionale è in gran parte stato costruito in tempi anteriori la regolamentazione antisismica, che va però rispettata: le persone – sottolinea ancora Saieva – spendono di più per le rifiniture, per i pavimenti, per cose superflue, trascurando la struttura portante della casa in cui andranno a vivere e poi, a volte, disgraziatamente, a morire. Le pene ci sono e sono adeguate, quello che serve è un cambio di mentalità“.

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ultimo aggiornamento: 25-08-2017

Fabio Acri