Circa cento ristoratori di TNI – Tutela Nazionale Imprese hanno fatto causa al governo Conte per i danni economici durante il lockdown.

Un gruppo di ristoratori ha deciso di fare causa al governo per i danni economici causati dal lockdown e dal sistema di divisione delle regioni italiane in aree di colore, ossia in zona rossa, arancione e gialla. I ristoratori che hanno deciso di muoversi per vie legali fanno parte della TNI – Tutela Nazionale Imprese.

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“Gli indennizzi ricevuti sono briciole”: i ristoratori fanno causa al governo Conte

Sono circa cento i ristoratori che hanno deciso di fare causa al governo chiedendo un’analisi dell’operato dell’esecutivo e un risarcimento per i danni economici legati al lockdown.

Gli avvocati che seguono la causa dei ristoratori hanno depositato la citazione al tribunale civile di Roma. L’accusa mossa al governo è di non aver messo in campo norme e sussidi economici in grado di compensare la chiusura forzata causata dall’emergenza sanitaria. Cosa che invece avrebbero fatto altri Paesi europei, in grado di garantire ai ristoratori un sistema di aiuti efficace.

Gli indennizzi ricevuti per le nostre attività chiuse nel 2020 e nei primi mesi 2021 sono briciole. Abbiamo assistito ad una serie di promesse non mantenute, non solo dal presidente del consiglio Giuseppe Conte, che abbiamo incontrato a Palazzo Chigi, ma anche dal governo Mario Draghi, che purtroppo non siamo ancora riusciti ad incontrare. Abbiamo preparato un documento […] che illustra in dettaglio il lungo elenco di inadempienze“, ha dichiarato il portavoce di TNI Italia Raffaele Madeo.

Giuseppe Conte
Giuseppe Conte

La prima udienza del ricorso

Il 12 ottobre si è celebrata la prima udienza del ricorso presentato da oltre cento aziende. “L’azione collettiva è stata presentata il 22 febbraio 2021 dai legali di Tni Italia, gli avvocati Gaetano Viciconte e Fabio Cappelletti, entrambi del Foro di Firenze, per chiedere un accertamento del diritto dei ristoratori di ottenere un indennizzo, tenendo conto della riduzione del fatturato, dei costi variabili e fissi, del danno da perdita di clientela e da perdita del valore aziendale nel suo complesso. In sintesi, nel ricorso non viene messo in discussione lo stato di emergenza, ma il fatto che gli indennizzi ottenuti (mediamente il 5% del fatturato annuo) non sono congrui alla sostenibilità delle imprese e sono ampiamente inferiori a quelli riconosciuti da altre nazioni europee, quali Germania e Inghilterra, dove si è coperto circa l’80% del fatturato“, si legge nel comunicato stampa pubblicato sul sito di TNI.

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ultimo aggiornamento: 12-10-2021


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