A Brescia si è svolto il referendum sull’acqua pubblica. Netto il successo del sì (96%) anche se l’affluenza è stata davvero molto bassa.

BRESCIA – A distanza di una settimana da Roma, a Brescia è andato in scena il referendum dedicato all’acqua pubblica. Anche in questo caso stiamo parlando di voto consuntivo quindi non era obbligatorio il quorum. I cittadini dovevano rispondere alla domanda: “Volete voi che il gestore del Servizio Idrico Integrato per il territorio di Brescia rimanga integralmente in mano pubblica, senza concedere mai la possibilità di partecipazione da parte di soggetti privati?“.

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A trionfare è stato il sì che ha raggiunto il 96% contro il no che si è fermato intorno al 4%. Un successo che è stato oscurato dalla pochissima partecipazione alle urne. Ad esercitare il voto è stato solamente il 22,3% degli aventi diritto. Una percentuale un po’ superiore a quella della Capitale. Il flop è da registrarsi anche in Lombardia.

Brescia, l’acqua resta pubblica: al referendum trionfa il sì

Una vittoria schiacciante da parte del sì con l’acqua che resta pubblica. Una decisione da parte dei cittadini che non si sono fidati dei privati. Ricordiamo che era un referendum consultivo, quindi il Comune non aveva l’obbligo di aprire una gara ma sicuramente futuro questa cosa poteva accadere.

Con questa decisione la distribuzione resterà pubblica almeno fino a quando non ci sarà un’altra votazione. Molti cittadini non sono andati a votare perché il referendum non ha avuto una promozione elevata. Ma alla fine il risultato è stato decretato e per la volontà di circa duecentomila persone, l’acqua non sarà privatizzata.

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