La riunione di politica monetaria della Bce lascia i tassi di interesse fermi. La Banca Centrale: “Confermato l’orientamento molto accomodante”.

FRANCOFORTE (GERMANIA) – La riunione politica monetaria della Bce ha confermato invariati i tassi di interesse. Il tasso principale resta fermo a zero, quello sui depositi a -0,50% e quello sui prestiti marginali a 0,25%. La Banca Centrale Europea, inoltre, ha tenuto l’orientamento molto accomodante in un periodo molto incerto della ripresa economica.

La variante Delta, infatti, resta un rischio importante sulla ripartenza e per questo motivo le prossime settimane saranno fondamentali per capire se dovranno essere rivisti alcuni parametri.

Bce: “I tassi rimarranno a livelli attuali fino a quando l’inflazione non raggiungerà il 2%”

Nella nota, riportata dall’Ansa, si precisa che “il Consiglio direttivo ha rivisto la sua forward guidance sui tassi di interesse e ha sottolineato il suo impegno a mantenere un orientamento di politica monetaria costantemente accomodante per raggiungere il suo obiettivo di inflazione. I tassi rimarranno ai livelli attuali o inferiori fino a quando non vedrà l’inflazione raggiugere il due per cento ben prima della fine del suo orizzonte di proiezione e durevolmente per il resto dell’orizzonte di proiezione“.

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Christine Lagarde BCE
Christine Lagarde

Bce: “Confermato il piano PEPP”

Nel comunicato, inoltre, è stato sottolineato che il “Consiglio direttivo continuerà ad effettuare acquisti netti di attività nell’ambito del PEPP con una dotazione complessiva di 1.850 miliardi di euro, almeno fino alla fine di marzo 2022 e, in ogni caso, fino a quando non giudicherà conclusa la fase di crisi del coronavirus“.

Il Consiglio direttivo – si legge ancora – continua a prevedere che gli acquisti nell’ambito del PEPP nel trimestre in corso saranno condotti a un ritmo significativamente più elevato rispetto ai primi mesi dell’anno“. Nessun passo indietro, quindi, da parte della Banca Centrale Europea. E non si escludono ulteriori interventi in caso di un cambio del quadro generale dell’economia.


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