Roberto Speranza scrive a Poletti: “Via i voucher o sfiducia”

Roberto Speranza aggiunge carne al fuoco nella faccenda riguardante Poletti e le sue frasi rivolte ai giovani lavoratori, incentrando l’attenzione sui voucher.

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Roberto Speranza ha scritto una lettera aperta al Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, all’indomani delle frasi che tanto hanno fatto discutere sul web e sulla stampa. Al centro della questione ci sono i voucher. Due giorni fa Speranza scriveva:

“Istat certifica che i voucher venduti nei primi 10 mesi nel 2016 sono 121,5 milioni.
+ 32% rispetto all’anno scorso.

Dietro questi voucher sta dilagando una forma di precarietà indifendibile che colpisce i più deboli.
Dobbiamo essere noi a porre subito rimedio. In Parlamento c’è già una buona proposta.
Non si può più aspettare.”

“Via i voucher o sfiducia”

La lettera aperta che Speranza ha affidato all’Huffington Post comincia così, con la “minaccia” di non dare la fiducia a Poletti se non eliminerà i voucher.

“Il messaggio di fondo che è arrivato a questi ragazzi è “toglietevi dai piedi”. E questo è esattamente il contrario di quello che invece noi dovremmo dirgli. Il nostro messaggio dovrebbe essere tutt’altro: “dateci una mano a cambiare l’Italia, siate protagonisti del futuro di questo nostro Paese, non arrendetevi, non rassegnatevi”. Che brutta scivolata! Tu stesso lo hai capito e hai subito chiesto scusa, ammettendo di aver sbagliato. Le opposizioni hanno già presentato una mozione di sfiducia individuale contro di te che sarà discussa alla ripresa dei lavori parlamentari, dopo la pausa natalizia”.

Speranza chiede al Ministro un impegno concreto:

“Ti scrivo per chiederti un’iniziativa immediata. In parlamento c’è già un buon testo base firmato da tutto il gruppo Pd in commissione lavoro e di cui è relatrice l’On. Patrizia Maestri. Non si può aspettare un solo giorno in più. Se vuoi dimostrare che quella frase è stato solo un incidente hai una strada maestra per farlo, proprio nella discussione che si terrà sulla tua mozione di sfiducia individuale”.

La bufera sul figlio di Marra

Intanto continua a imperversare la bufera su Manuel Poletti, figlio del Ministro, giornalista del settimanale SetteSereQui.
Al progetto è andato mezzo milione di euro di contributi pubblici, cifra resa nota in queste ore e che ha fatto scoppiare il putiferio.
Snobbare il lavoro dei giovani all’estero e parlare di voucher, è il commento generale sul web, è molto semplice quando il proprio figlio riceve contributi dallo stato per i suoi progetti.