A Roma una macchina è stata incendiata davanti alla casa famiglia del Capitano Ultimo. Si pensa ad un atto intimidatorio ma non si hanno conferme.

ROMA – Atto intimidatorio nei confronti del Capitano Ultimo? Al momento non si hanno conferme ma l’auto bruciata davanti alla casa famiglia gestita da uno dei protagonisti dell’arresto di Totò Riina potrebbe essere un gesto volontario per minacciare il colonnello dei carabinieri Sergio De Caprio.

Sulla vicenda stanno indagando gli inquirenti che sono al lavoro per cercare di individuare i responsabili di questo gesto. Al momento i militari non si vogliono sbilanciare e le prime ipotesi verranno formulate solamente dopo avere la certezza delle prime prove.

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Carabinieri (fonte foto https://www.facebook.com/carabinieri.it/)

Roma, auto in fiamme davanti alla casa famiglia di Ultimo. Il colonnello: “Manca la sicurezza per i cittadini”

Interpellato dai microfoni dell’ANSA, il colonnello Sergio De Caprio non si è voluto soffermare molto sulla vicenda: “Se si è trattato di un avvertimento lo sapranno dire il prefetto di Roma e gli esperti dell’UCIS che sono molto bravi nel leggere i segnali concreti di pericolo. Noi, invece, leggiamo chiaramente in quello che è successo un segnale di assenza di sicurezza per i cittadini“.

Un chiaro messaggio da parte di Capitano Ultimo al momento attuale della politica. Solamente nelle scorse settimane proprio a lui è stata revocata la scorta, evento successo anche tra il 2009 e il 2010 ma poi alla fine gli era stata riassegnata. Si tratta di una decisione che ha provocato una polemica sul web con molte persone che hanno iniziato una raccolta di firme per cercare di far cambiare la decisione ma alla fine l’appello non ha raggiunto il suo obiettivo.

Questa volta ha ricevuto una chiara intimidazione. Anche se ancora non si hanno delle certezze sulla vicenda, gli inquirenti pensano per vari motivi che si sia trattato di un avvertimento.

fonte foto copertina https://www.facebook.com/IoStoConIlCapitanoUltimo/?tn-str=k*F


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