Commessa part-time arrestata per riciclaggio: i dettagli

Commessa part-time compra una casa in via Condotti: arrestata per riciclaggio

Commessa arrestata per riciclaggio. La donna è la moglie di un imprenditore accusato di aver pagato tangenti al governo Maduro.

ROMA – Una commessa è stata arrestata per riciclaggio a Roma. Secondo le indagini degli inquirenti, la donna ha acquistato nel 2018 un appartamento da quasi 5 milioni di euro in via Condotti nonostante un compenso annuale di 1.840 euro. Il fermo è scattato al termine di una lunga inchiesta condotta dalla Procura della Capitale in collaborazione con il Venezuela visto che al centro della vicenda ci sono delle tangenti al governo Maduro.

Le indagini

L’acquisto dell’appartamento è stato fatto attraverso dei soldi arrivati dal Regno Unito, grazie alle provviste della Kinlock Investiment. Bonifici che hanno insospettito la Procura di Roma. Le indagini hanno portato alla luce un giro di soldi internazionali.

Secondo quanto ipotizzato dai magistrati, la giovane è riuscita ad entrare in possesso di questo appartamento grazie ad un cospicuo e complicato riciclaggio. Il compagno della commessa, infatti, è un imprenditore colombiano accusato di aver pagato tangenti al governo Maduro per aiuti alimentari in Venezuela. Insomma, un classico paradiso fiscale scoperto dagli inquirenti. La 26enne italiana è stata fermata dai carabinieri e nelle prossime ore sarà interrogata per cercare di capire come agiva questa associazione a delinquere.

Guardia di Finanza
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Il decreto firmato dal Gip

Il Procuratore Michele Prestipino ha parlato di “una proficua collaborazione internazionale“. Maggiori dettagli sulla vicenda sono stati riferiti dal gip Francesca Ciranna nel suo decreto, riportato dal Corriere della Sera: “Saab Moran è coinvolto in una vasta rete ci corruzione internazionale finalizzata all’ottenimento di numerosi e ingenti contratti commerciali con il governo del Venezuela, tra cui quello relativo ai sussidi alimentari ed è soggetto legato al presidente di Maduro“.

Questo riciclaggio avveniva tramite banche online per garantirsi l’anonimato sui conti. E in questi sarebbero transitati almeno 1,8 milioni di euro.

fonte foto copertina https://www.facebook.com/pg/Guardia-di-Finanza

ultimo aggiornamento: 15-11-2019

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