Roma, muore dopo un trapianto di cuore. Il ministro Lorenzin: “Inaccettabile”

Trapiantato a Roma, un uomo è deceduto due giorni dopo per insufficienza cardiaca. L’organo proveniva da Milano, aperto un fascicolo per omicidio colposo.

Un uomo è morto all’ospedale San Camillo di Roma dopo un trapianto di cuore. L’organo arrivava dal San Raffaele di Milano, cui sarebbe spettato l’onere della valutazione sulla sua idoneità. “Dalla coronarografia – ha dichiarato il direttore del Centro Nazionale trapianti, Alessandro Nanni Costail cuore trapiantato era risultato normale, cioè nelle condizioni di essere trapiantato. Il donatore aveva auto un arresto cardiaco in una piscina, ma successivamente aveva ripreso a battere normalmente”. A causare il decesso del donatore, dunque, erano stati i danni cerebrali.

L’organo, insomma, era in condizioni perfette ed è stato trapiantato nei tempi stabiliti. “Il cuore era in condizioni perfette, sano e con tutti i parametri per poter essere impiantato”, ha affermato il direttore dell’unità di cardiochirurgia del San Camillo di Roma, Francesco Musumeci, che ha poi aggiunto: “L’organo trapiantato non era malato, diverse sono le complicanze che possono aver portato alla morte”.

Morto dopo trapianto, il ministro Lorenzin: “Fatto gravissimo”

La procura di Roma ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, che è stato poi trasmesso a Milano, visto che l’errore medico si sarebbe consumato all’ospedale San Raffaele. Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha annunciato misure di verifica: “Se confermata – ha dichiarato – la notizia è gravissima e inaccettabile, perché riguarda un sistema come quello italiano sui trapianti, che ha una procedura tra le migliori al mondo”.

ultimo aggiornamento: 27-09-2017

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