Il centrodestra si avvia alla vittoria in Romania. Testa a testa tra i liberali e i socialisti, terza forza al 15%, orientata a sostenere il premier Orban.

BUCAREST – Si sono concluse le elezioni in Romania per il rinnovo del Parlamento. Molto bassa l’affluenza, intorno al 32%, comunque meglio del dato di quattro anni fa. Nel Paese, oltre all’emergenza Covid, si sconta il problema della corruzione. Sono settemila i candidati per i 136 posti in palio al Senato e i 329 in ballo per la Camera.

Romania, gli exit poll

Un primo exit poll diffuso dai media locali: profila un testa a testa con il 30,5% per il Partito socialdemocratico (Psd) e il 29% per il Partito liberale (Pnl) del premier uscente Ludovic Orban. A questo punto appare decisiva la terza forza, Urs-Plus, formazione moderata che viene accreditata di circa il 15-16% dei suffragi. Partito orientato verso il centrodestra, ecco perché il primo ministro liberale ha molte possibilità di essere riconfermato. Staccato il partito di estrema destra Alleanza per l’unità dei romeni, che negli ultimi mesi ha guadagnato molti consensi tra gli scettici della pandemia e gli anti-vaccinisti, che comunque entra per la prima volta in Parlamento con il 9%.

Ribaltamento di fronti

In Romania le parti sembrano ribaltate rispetto a buona parte dei partner europei e in particolare ai vicini confinanti, Ungheria in primis. A Bucarest, infatti, gli europeisti sono i conservatori al governo con Ludovic Orban e appoggiati dal capo dello Stato Klaus Iohannis mentre i sovranisti sono rappresentati dai socialisti.

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ultimo aggiornamento: 07-12-2020


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