Fallisce in Romania il referendum contro i matrimoni omosessuali. Nonostante il quorum fosse stato ridotto al 30%, al voto è andato a votare il 20%.

BUCAREST – Il referendum contro le nozze gay in Romania è fallito. Dopo due giorni di urne aperte, infatti, si è recato a votare solo il 20,4% degli aventi diritto. La fonte è dell’Associated Press. Per rendere valida la consultazione sarebbe servita una affluenza di almeno il 30%. La soglia è stata abbassata nel 2014 dal governo socialdemocratico di Victor Ponta. Nella giornata di sabato aveva votato solo il 5,72% degli elettori, quota salita domenica ma non abbastanza per la validità dell’esito.

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Gay, bandiera arcobaleno
Bandiera arcobaleno

Il quesito

Il referendum è stato proposto dalla “coalizione per la famiglia”, la quale aveva raccolto le firme necessarie. Il quesito chiedeva agli elettori di emendare la costituzione definendo il matrimonio “una unione tra un uomo e una donna” e non più una “unione tra coniugi”, come la definizione attualmente vigente.

Governo e Chiesa in azione

Al fine di favorire la partecipazione al voto, e di conseguenza il superamento del quorum, il Governo di Bucarest aveva spalmato la tornata referendaria su due giorni. Molto attiva anche la Chiesa ortodossa della Romania, capeggiata dal patriarca Daniel. Nonostante ciò, la gran parte degli elettori hanno disertato le urne.


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