Il commento di Rosy Bindi in merito al recente attentato a Donald Trump. L’ipotesi di una messa in scena e le ragioni possibili.
L’attentato avvenuto ai danni di Donald Trump nei giorni scorsi è stato al centro del dibattito nella trasmissione di La7, ‘Tagadà’. In studio e in collegamento con la trasmissione si è parlato della possibilità che quanto accaduto fosse, di fatto, una messa in scena. L’interrogativo, con annessa spiegazione, se l’è posto anche Rosy Bindi che ha dato una propria versione dei fatti.

Rosy Bindi e l’attentato a Trump alla cena con i giornalisti
“Io non capisco perché gli attentati a certi presidenti riescono e gli attentati a certi presidenti no…”. Questa la premessa con cui Rosy Bindi ha parlato, nel corso della trasmissione di La7, ‘Tagadà’, di quanto accaduto a Donald Trump durante la cena con i giornalisti, quando un uomo ha aperto il fuoco.
Secondo l’ex Ministra esiste la possibilità che quanto accaduto possa essere stato costruito a tavolino. Una ipotesi che, come lei stessa ha affermato, è stata ipotizzata pure dal “popolo Maga” e che quindi si tratti di un “punto interrogativo che possono porsi tutti”.
Il motivo dietro il possibile falso attentato
La Bindi ha spiegato come Trump sia “in un momento di caduta di consensi per tutto quello che sta combinando, per le conseguenze delle sue guerre” e che questo possa averlo portato anche ad organizzare un qualcosa del genere. Il parere del volto politico, va detto, non è il solo ad andare in questa direzione.
In questa ottica, la stessa Bindi, con tanto di battuta, ha quindi concluso sull’argomento falso attentato: “Io penso che uno come lui può ricorrere a qualunque cosa. Se lo pensa il popolo Maga lo possiamo anche pensare nella provincia di Siena“. Di questo avviso anche tanti utenti dei social dove le teorie del complotto sono sempre all’ordine del giorno, specie quanto accadono situazioni simili.