In Russia la difesa personale si fa con i selfie stick

La palestra M-Profi ha avviato un nuovo corso per turisti, in cui si impara la difesa personale, aiutandosi con i selfie stick come arma.

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Da qualche giorno, i popolari attrezzi per scattare selfie, hanno un utilizzo in più, oltre a quello di rendere evidente a tutti la nostra passione per gli autoscatti. Un centro di addestramento alle arti marziali russe infatti ha annunciato qualche giorno fa che aprirà il primo corso di autodifesa basato proprio sull’uso del selfie stick come “arma”.

Il corso naturalmente è pensato soprattutto per i turisti che amano muoversi in modo indipendente, e che potrebbero essere soggetti a tentativi di scippo, furto o rapina. Secondo gli istruttori della scuola, in quel caso il selfie stick può trasformarsi in un vantaggio strategico, permettendo al turista di condurre il malintenzionato a più miti consigli.

Arte marziale antica

I maestri della scuola russa hanno inserito nel loro metodo tecniche che si basano su un’antico stile di combattimento con bacchette e piccoli bastoni, basato su un approccio non letale al combattimento. L’idea infatti è quella di usare il piccolo vantaggio dato dal selfie stick e distrarre l’avversario per il tempo necessario a fuggire dal pericolo.

L’uso dei selfie stick per la difesa personale suona, tutto sommato, lecito, tuttavia risolleva una polemica già nota. Disney per esempio ha proibito l’uso di questi accessori nei suoi parchi per motivi di sicurezza, mentre in molti eventi sportivi sono vietati per non infastidire gli altri spettatori.

La nuova forma di difesa personale ha anche un nome proprio, mpd-fight (monopod fight) e gli organizzatori sostengono che, con il giusto addestramento si può diventare efficaci contro combattenti di altre discipline come boxe, wrestling, MMA e molte altre, dopo un corso di cinque lezioni. Selfie stick escluso.

Fonte foto copertina: Mr Moss via Compfight cc