Russiagate, Sessions si difende: “Su di me odiose bugie”. E Trump mette nel mirino Mueller

Sessions si difende al Congresso, popolarità di Trump in calo.

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Washington – Dopo l’ex capo dell’FBI Comey, ieri di fronte al Congresso è stato il turno del ministro della Giustizia Jeff Sessions, accusato di aver incontrato emissari russi con lo scopo di influenzare le elezioni presidenziali che hanno portato alla Casa Bianca Donald Trump. “Non ho partecipato a nessun incontro con funzionari russi sulle elezioni presidenziali e non ricordo alcun incontro legato a questo tema con l’ambasciatore russo a Washington – ha affermato Sessions. Le accuse di collusione avanzate nei miei confronti sono frutto di una bugia odiosa e sconcertante. Nessuno dalla Casa Bianca mi ha mai chiesto di fare cose illegali“.

Intanto emerge con prepotenza l’indiscrezione secondo cui il presidente statunitense voglia silurare il procuratore speciale Robert Mueller, che ha ereditato il coordinamento delle indagini sul delicato caso dei rapporti tra la Casa Bianca e Mosca.

Un altro duro colpo a Donald Trump arriva intanto dal mondo dell’NBA, lo sport nazionale americano. I Golden State Warriors, freschi campioni di lega, hanno infatti deciso di declinare l’invito alla tradizionale visita alla Casa Bianca, un rito consolidato per le squadre vincitrici del titolo. La decisione sarebbe frutto del malcontento per la politica discriminatoria praticata dal numero uno del paese.