Contestatore al comizio: “Lega Salvini, lascialo legato”, ecco la reazione di Salvini

Contestatore al comizio: “Lega Salvini, lascialo legato”, ecco la reazione di Salvini

Ad un comizio del segretario della Lega presente un contestatore con un cartello provocatorio, ecco come ha reagito il leader del partito Salvini.

L’episodio che ha coinvolto Salvini ha ricordato quello di pochi giorni fa a Cagliari diventato virale in cui ad un comizio di Giorgia Meloni un attivista Lgbt+ sale sul palco della leader FdI rivendicando i suoi diritti. Il diverbio si è risolto in modo civile commentato anche successivamente con un ringraziamento da parte dell’attivista nei confronti della leader che gli aveva permesso di esprimere le sue idee. Giorgia Meloni era uscita vittoriosa da quell’episodio inneggiando alla democrazia e alla libertà di espressione, anche se divergenti. Aveva inoltre chiesto un applauso al pubblico per il ragazzo e al suo coraggio.

Ora è toccato a Matteo Salvini che però non ha avuto la stessa risonanza della sua sempre più avversaria interna Meloni. Durante un suo comizio della Lega ad Arezzo, Salvini scorge una contestatrice che sventola un cartello con su scritto: “Lega Salvini, lascialo legato”. Il leader del Carroccio coglie subito la palla al balzo e la fa salire sul palco. La scena è stata molto simile tra i due leader di destra, entrambi non hanno lasciato parlare i contestatori. Ma mentre Meloni ha liquidato l’attivista dicendo “hai gà le unioni civili, puoi fare tutto”, Salvini ha rischiato di mettere in imbarazzo la ragazza che lo contestava.

Le insistenze di Salvini con la contestatrice

«Vieni sul palco. Apprezzo chi ha il coraggio delle proprie idee», frase identica a quella pronunciata da Meloni a Cagliari. Salvini però ha insistito nel cercare di capire cosa la ragazza contestava al suo partito e se ci fosse almeno qualcosa che condividesse. Il teatrino è andato avanti per qualche secondo con la ragazza visibilmente irritata dalle insistenze di Salvini nonostante continuasse a dire che non ci fosse nulla che condividesse soprattutto le sue contraddizioni.