“Stop al reddito di cittadinanza per… “

“Stop al reddito di cittadinanza per… “

Intervistato da Bruno Vespa, Salvini ha parlato dell’agenda della neo premier Giorgia Meloni programmata per i prossimi mesi.

Durante un’intervista con Bruno Vespa, il leader della Lega, Matteo Salvini, ha affrontato diverse tematiche di attualità come la guerra in Ucraina, i rapporti tra la Lega e i putiniani di Russia Unita, ed infine la questione del reddito di cittadinanza. L’intenzione del leader della Lega, è di porre uno “stop” al reddito di cittadinanza per finanziare le pensioni anticipate con Quota 102.

L’agenda Meloni

Nella giornata di ieri, Salvini è stato intervistato da Bruno Vespa per parlare del suo nuovo libro, intitolato “La grande tempesta”. Poi, ha parlato dell’agenda della neo premier Giorgia Meloni programmata per i prossimi mesi.

Tra gli obbiettivi di Salvini, quello di prelevare un miliardo di euro dai fondi destinati al reddito di cittadinanza ed utilizzarli per finanziare le pensioni nel 2023 con Quota 102. Durante l’intervista, il leader del Carroccio ha dichiarato: “Età minima per andare in pensione 61 anni con 41 di contributi (quota 102). Per realizzare il progetto nel 2023 secondo i calcoli dell’Inps serve poco più di un miliardo. Lo recupereremo sospendendo per sei mesi il reddito di cittadinanza a quei 900mila percettori del reddito che sono in condizioni di lavorare e che già lo percepiscono da diciotto mesi”.

Salvini si è espresso anche sulla quota flessibile proposta dal ministro del Lavoro Marina Calderone, che intende mandare in pensione 470mila lavoratori tra i 61 e i 66 anni con 35 anni di contributi e una riduzione proporzionale dell’assegno.

“Va benissimo anche questa. Per i medici ospedalieri e il personale sanitario pensiamo di muoverci in maniera opposta. Quando hanno maturato l’età e i contributi per andare in pensione, se accettano di restare al lavoro prendono lo stipendio maggiorato di una parte dei contributi che lo Stato dovrebbe versargli”, dice il leader della Lega.

La posizione del leader Lega sulla guerra in Ucraina

Poi, per quanto riguarda la questione Ucraina, una presa di posizione pacifista. “Noi abbiamo proposto che l’Italia chieda una conferenza internazionale di pace. C’è un aggressore e un aggredito, ma tutte le guerre finiscono a un tavolo negoziale. L’Ucraina è parte lesa e la comunità internazionale si farà garante dell’accordo”.

E continua: “Abbiamo votato ogni decreto in favore dell’Ucraina, sia quelli economici che quelli sulle armi. Adesso siamo preoccupati per l’inasprirsi dei toni: mi allarmo se leggo di esercitazioni nucleari sia da parte russa che da parte occidentale. E poi dobbiamo evitare che le sanzioni ricadano sulle spalle degli imprenditori e dei lavoratori italiani”.