Governo, alta tensione Salvini-Di Maio: "Non resto per scaldare sedia"

Salvini: “Governo non cade, ma servono dei sì”. Giorgetti rinuncia alla candidatura a commissario Ue

Lo scontro al Governo tra Salvini e Di Maio raggiunge livelli altissimi. Nel frattempo, Giorgetti non sarà candidato a commissario Ue.

ROMA – Il Governo trema e rischia seriamente di cadere. Lo scontro tra Salvini e Di Maio, leader dei due partiti di maggioranza, non lascia spazio a dubbi.

Salvini: “Ci vogliono dei sì”

Matteo Salvini, nel corso del programma Fuori dal coro su Rete 4, ha dichiarato: “Domani non cade nessun governo. Semplicemente vado avanti tranquillo, ma se ci sono dei sì. Sto in un governo che dice dei sì su Autonomia, riforma della giustizia; se devo sentire no tutti i giorni… Non sto al governo per scaldare la poltrona“.

Matteo Salvini
Fonte foto: https://www.facebook.com/salviniofficial/

Il rapporto Lega-M5S

Proseguendo, alle domande circa il rapporto con il Movimento 5 Stelle e Luigi Di Maio, Salvini ha detto: “Io stimo e rispetto Luigi di Maio, ritengo che alcuni ministri dei M5S non sono all’altezza. Lui è persona seria onesta e preparata. Se mi chiedono: sei soddisfatto di quanto fatto dai ministri della Lega? Sì. E tutti gli altri hanno fatto il massimo? No, ma non dipende da me. Confesso che essere attaccati dalle opposizioni ci sta, che ci siano attacchi frequenti anche da parte degli alleati M5S è un po’ più strano…“.

Il caso Von der Leyen

A acuire le tensioni al Governo, la recentissima elezione della Von der Leyen a capo della Commissione Ue. L’affondo di Salvini: “5 Stelle e PD? Da due giorni sono già al governo insieme, per ora a Bruxelles. Tradendo il voto degli Italiani che volevano il cambiamento, i grillini hanno votato il Presidente della nuova Commissione Europea, proposto da Merkel e Macron, insieme a Renzi e Berlusconi. Una scelta gravissima, altro che democrazia e trasparenza“. 

Giorgetti al Colle

Nel frattempo, il sottosegretario Giorgetti si è recato al Quirinale in giornata dove ha avuto un colloquio di circa venti minuti con il capo dello Stato spiegandogli i motivi della rinuncia a qualsiasi ipotesi di candidatura come commissario Ue.

ultimo aggiornamento: 19-07-2019

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