L’importante forum sul lago di Como è stato teatro di scontro nel centrodestra.

Nel suo intervento Giorgia Meloni ha ribadito la sua posizione europeista e atlantista pro-sanzioni e pro-armi puntando sulla credibilità del nostro paese. Ma subito dopo le dichiarazioni del suo alleato Matteo Salvini mettono tutto in discussione, proprio la stessa credibilità. Meloni si mette le mani nei capelli ascoltando le parole del leader della Lega contro le sanzioni. Al forum Ambrosetti si mostra la spaccatura del centrodestra soprattutto per quanto riguarda la politica estera. Anche Tajani prende le distanze dall’intervento di Salvini.

Al Forum Meloni porta i numeri: “Noi abbiamo un volume di esportazioni in Russia dell’1,5%. Il volume delle esportazioni con l’Occidente è del’80%”. Oltre che per una questione di valori occidentali, la leader di FdI ne fa anche una questione economica e pratica. Inoltre, guarda al quadro più completo, per cui la guerra in Ucraina è solo “la punta dell’iceberg di un conflitto che ha per obiettivo la revisione degli assetti mondiali. Se l’Ucraina cade e l’Occidente perisce, il grande vincitore non sarà solo la Russia ma anche la Cina” avverte Meloni.

Matteo Salvini
Matteo Salvini

Bonus 2022: tutte le agevolazioni, chi può richiederle e come si possono ottenere

Salvini lede la credibilità che Meloni sta tentando di conquistare

Con la sua messa in discussione delle sanzioni Salvini ha lasciato perplessa la platea di Cernobbio proprio sulla credibilità sollevata sia da Meloni che da Letta e Calenda. «La collocazione dell’Italia a livello internazionale non cambia, a prescindere dal voto. Siamo radicati con i Paesi liberi, democratici e occidentali… Mi domando solo se le sanzioni servono a danneggiare coloro che vorremmo danneggiare. Non vuol dire che ci arrendiamo domani a Putin, ma mi chiedo da europeo, e lo chiedo all’Europa, se questa sia la strada. Noi dobbiamo proteggere le imprese e i cittadini italiani».

Da queste dichiarazioni prendono le distanze Meloni e Tajani ma appaiono evidenti le contraddizioni interne alla coalizione di centrodestra. La leader di FdI vuole dettare la linea forte dell’ampia percentuali di consensi che la incorona primo partito. Ma non è facile gestire il suo alleato tanto che non mancano le battute pungenti: “Quando mi farai cadere a ottobre o a gennaio?” Molti scommettono sulla durata di questa alleanza come Calenda. «Tempo qualche mese e ci sarà bisogno di un governo serio di larga coalizione, magari con una Lega non più guidata da Salvini», dice lontano dalle telecamere.

Riproduzione riservata © 2022 - NM

ultimo aggiornamento: 05-09-2022


Il progetto di Letta per riconquistare i giovani

Letta attacca il Jobs Act di Renzi