Matteo Salvini è sempre meno leader nella Lega e nella coalizione di Centrodestra. Niente spallata al governo, inizia la camminata nel deserto.

Numeri alla mano, Matteo Salvini continua la sua fase discendente dopo il successo travolgente che lo aveva portato al governo (con il Movimento 5 Stelle) alla guida di una Lega senza avversari credibili dal punto di vista elettorale.

Dalla famosa estate della crisi di governo, le carte in tavola sono cambiate e sono cambiati anche gli equilibri. La Lega resta primo partito ma ha dilaniato il vantaggio sulla seconda forza politica, il Pd, che ha superato il Movimento 5 Stelle dando forma a quel bipolarismo ipotizzato da mesi dal Segretario dem Nicola Zingaretti.

Matteo Salvini è sempre meno leader nella Lega e nella coalizione di Centrodestra

In base ai risultati delle elezioni regionali 2020 emergono diversi aspetti che alla lunga daranno delle risposte sulla tenuta della Lega e soprattutto sulla leadership di Matteo Salvini.

Il primo tema è quello legato alle elezioni in Veneto, dove la lista Zaia ha surclassato quella della Lega. Prevedibile e in linea con i risultati delle altre consultazioni regionali. Detto ciò siamo di fronte a un risultato che non può essere ignorato. Gli elettori hanno premiato il buon governo di Zaia a discapito dei piani nazionali del Partito. Un voto dei veneti per il Veneto, ma la sensazione è che il Presidente della Regione proponga una visione alternativa a quella del leader leghista. E molti prospettano uno scontro.

Il secondo dato è quello legato alla crescita di Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni che rappresenta una minaccia per il leghista, che continua ad essere il leader della coalizione di Centrodestra ma ora deve faticare per ribadire il proprio ruolo. E i voti che perde la Lega vengono raccolti proprio dalla Meloni, considerata come un’alternativa valida e credibile.

Matteo Salvini
Matteo Salvini

Metamorfosi necessaria

La sensazione è che Salvini debba rivedere i piani. Il sogno della Lega nazionale si scontra con i risultati che confinano il partito al Nord. Un Nord che si sente in parte tradito proprio dal leader leghista, costretto a sacrificare gli interessi dei settentrionali per aumentare i consensi al Sud.

Non solo. Anche i cavalli di battaglia di Salvini sembrano decisamente meno coinvolgenti. E se l’Ue dovesse rivedere il trattato di Dublino avvantaggiando i Paesi di primo approdo, allora anche la battaglia contro l’immigrazione clandestina potrebbe spegnersi come un fuoco di paglia.

Matteo Salvini
Matteo Salvini

Niente elezioni, inizia la camminata nel deserto

Con le elezioni regionali sfuma il sogno di dare una spallata al governo, che di fatto si blinda fino al termine della legislatura, o quasi.

Per Matteo Salvini inizia una lunga camminata nel deserto che deciderà le sorti del leader, chiamato a diventare grande per continuare a coltivare il sogno di tornare al governo, magari a Palazzo Chigi.

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ultimo aggiornamento: 22-09-2020


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