In merito al caso del poliziotto indagato per omicidio, Salvini ha rimarcato il suo sostegno con un’iniziativa.
In precedenza, Salvini aveva già espresso il suo sostegno nei confronti del poliziotto indagato per omicidio. La sua posizione si era rivelata netta dopo poche ore da quanto accaduto. A distanza di giorni però, il suo “schieramento” non ha fatto altro che solidificarsi ulteriormente.
Tramite un post sui social, il ministro ha infatti dichiarato di voler dare inizio ad una campagna di sostegno per sostenere coloro che “difendono la nostra sicurezza”. L’iniziativa appena inaugurata è già accessibile in rete.

Le parole di Salvini
Queste le parole del ministro: “IO STO COL POLIZIOTTO. La Lega lancia una nuova campagna di raccolta firme per sostenere chi ogni giorno difende la nostra sicurezza. Solidarietà all’agente di Polizia indagato che, durante un controllo antidroga a Milano, ha fatto il proprio dovere difendendosi. Giù le mani dalle Forze dell’Ordine!“.
🚨 IO STO COL POLIZIOTTO.
— Matteo Salvini (@matteosalvinimi) January 30, 2026
La Lega lancia una nuova campagna di raccolta firme per sostenere chi ogni giorno difende la nostra sicurezza.
👮♀️ Solidarietà all’agente di Polizia indagato che, durante un controllo antidroga a Milano, ha fatto il proprio dovere difendendosi. Giù le… pic.twitter.com/lSQx66euqI
Il post prosegue riportando ciò: “Avanti con le proposte della Lega come tutela legale, norma “anti-maranza”, stretta sull’accoglienza dei minori non accompagnati, stop ai ricongiungimenti e molte altre misure concrete e di buon senso per garantire più sicurezza alle donne e agli uomini in divisa e alle persone perbene“.
Il poliziotto indagato per omicidio
In merito alla morte di un giovane per arma da fuoco, il poliziotto coinvolto nella sparatoria è stato recentemente indagato con l’ipotesi di reato di omicidio volontario. Mentre gli avvocati si sono rivolti alle legittima difesa, c’è chi ancora attende maggiori dettagli in merito ad un caso ancora poco chiaro.
La campagna di sostegno messa in atto da Salvini rimarca come il poliziotto, nonostante l’indagine a suo carico, abbia “fatto il proprio dovere” difendendosi. Lo stesso ministro ha inoltre dichiarato come il poliziotto non dovesse nemmeno essere iscritto al registro degli indagati secondo il suo parere.