Saman Abbas, scoperta sulla madre: il ruolo chiave nell’uccisione

Saman Abbas, scoperta sulla madre: il ruolo chiave nell’uccisione

Ancora aspetti orribili sulla morte di Saman Abbas. In questo caso su alcuni ruoli giocati nella famiglia, specie da parte della madre.

Saranno ore importanti per il caso Saman Abbas, la 18enne pakistana scomparsa tra fine aprile e inizio maggio 2021 e trovata cadavere lo scorso novembre nei pressi di un casolare di Novellara.

Nella giornata odierna di venerdì 10 novembre è in programma una nuova udienza presso la Corte d’Assise di Reggio Emilia. La definitiva dovrebbe arrivare il 28 novembre quando dovrebbe esserci la sentenza per i cinque imputati per il caso di omicidio, ovvero il padre della ragazza Shabbar, la madre Nazia, ancora latitante, lo zio Danish e i due cugini Nomanulhaq Nomanulhaq e Ijaz Ikra. Un focus particolare lo ha avuto di recente proprio la mamma della vittima che avrebbe giocato un ruolo chiave in tutta la vicenda.

Saman Abbas, il ruolo della madre

Come sottolineato da Fanpage, a porre l’accento sul ruolo giocato dalla madre di Saman nell’omicidio della ragazza ma anche nella complicità delle dichiarazioni della famiglia, è stato l’avvocato Iannuccelli, difensore di Saqib, il fidanzato della giovane uccisa.

La madre della vittima, dopo essere volata in Pakistan insieme al marito subito dopo la scomparsa della figlia, si è resa irreperibile. Eppure ci sono degli elementi chiari: “Saman tornò a casa quel maledetto 20 aprile per riprendere i documenti ma non fece una toccata e fuga. Ci è rimasta 10 giorni prima di essere uccisa, e tutto grazie alla grande capacità di convincimento che ha avuto la madre nei suoi confronti. Ti faremo fare quello che vorrai se torni a casa, le diceva. Allo stesso modo, utilizza l’amore filiale anche nei confronti del figlio maschio per convincerlo a non parlare e a fargli dire che sono tutti innocenti”.

In questo senso, la madre risulta essere una “figura centralissima” di tutto il caso. “[…] La cosa che mi è rimasta impressa è che quando sono cominciate le domande su Nazia in aula lui (il figlio ndr) non ha risposto subito, ha avuto lunghi silenzi e moti di commozione. Eppure, ha detto che Saman è stata presa dai due cugini e dallo zio mentre i genitori guardavano. Quindi non l’ha esclusa dalla scena del crimine”, ha spiegato ancora l’avvocato Iannuccelli.

Il precedente col fratello della vittima

L’influenza della madre in tutta la vicenda era già stata evidenziata a inizio settembre, quando il fratello di Saman aveva parlato con una psicologa che a sua volta ha fatto scattare l’allarme in Procura perché “era agitato”.

In quell’occasione “sono stati scaricati tutti i messaggi su WhatsApp e Instagram che aveva ricevuto anche attraverso una tale Maria Cugina, che è il nome con cui era rubricato un numero, attraverso il quale però parlava la madre. Tutti questi messaggi sono stati inseriti in una relazione, sono stati trascritti e tradotti, e alla udienza precedente sono stati acquisiti entrando a far parte del fascicolo del dibattimento. A mio avviso rappresentano anche una prova importante su quanto di importante il ragazzo avesse da dire”, ha spiegato ulteriormente Iannuccelli.

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