Emergenza San Siro, vibra e cadono calcinacci

Alcuni tifosi hanno chiesto l’intervento dei vigili del fuoco. Ma la struttura non è a rischio. Anche il sindaco Sala conferma.

San Siro continua a far parlare di sé. E adesso comincia a preoccupare. Come riporta l’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport, dopo le vibrazioni riscontrate in occasione del match tra Inter e Atalanta, si sono verificate altre oscillazioni nel corso del big match tra i nerazzurri di Spalletti e la Juventus.

A documentare il fatto sono stati gli stessi tifosi, con filmati e fotografie consegnati proprio alla Gazzetta. Non solo le vibrazioni nel terzo anello, ma anche la caduta di calcinacci che ha richiesto l’intervento dei vigili del fuoco. San Siro, questo va sottolineato, è un impianto sicuro e non a rischio di crolli, ma ci sono chiari problemi di utilizzo.

Lo stadio è sottoposto a un monitoraggio costante ed è oggetto di studio da oltre dieci anni da parte del Politecnico di Milano. Da ambienti vicini alle due società milanesi e al Comune emergono alcuni punti fermi: i sopralluoghi e le verifiche si succedono senza soluzione di continuità, perché la sicurezza è la priorità massima.

Giuseppe Sala
Nella foto: Giuseppe Sala (fonte Daniele Buffa/Image)

San Siro, Sala: “Nessuna ipotesi di chiusura”

Insomma, nessun pericolo: la situazione è sotto controllo, San Siro non è a rischio e non desta alcuna preoccupazione. Permangono, però, i fastidi d’uso. I tifosi cominciano a porsi delle domande, anche attraverso il passaparola. La psicosi fa il resto, tanto da suggerire a un gruppetto di famiglie di uscire dall’impianto durante Inter-Juventus a causa della caduta di calcinacci.

Sulla questione – come riferisce calcioefinanza.it – è intervenuto anche il sindaco di Milano, Giuseppe Sala. Ecco le sue parole: “I tecnici del Comune e del Politecnico di Milano dicono che la situazione è immutata e non possiamo che riferirci a loro. Prima queste vibrazioni venivano percepite e non le si considerava e adesso invece si considerano. Dal nostro punto di vista non c’è nessuna volontà di rischiare di tenere aperta una struttura se ci fosse un rischio, nessuno di noi è così pazzo e io in primis non voglio prendermi nessun rischio. In questo momento, non avrei nemmeno gli strumenti, di fronte a una valutazione tecnica del Politecnico che mi dice che la situazione è immutata, per ipotizzare una chiusura dello stadio. Non possiamo che riferirci ai tecnici e per me è importante che chi fa questo tipo di analisi è titolato a poterle fare”.

ultimo aggiornamento: 09-05-2019

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