Scandalo politico, i ricatti a luci rosse: chi è finito nella “trappola”

Scandalo politico, i ricatti a luci rosse: chi è finito nella “trappola”

Si tratta di un vero e proprio scandalo politico, quello che ha colpito deputati, ministri e molti altri. Chi è finito nella “trappola” a luci rosse.

Una “trappola” a luci rosse che ha generato un vero e proprio scandalo politico nel Regno Unito. Come sottolineato dal Corriere della Sera, negli ultimi giorni non si parla di altro a Westminster. Almeno una dozzina di persone sarebbero finite nel mirino di misteriosi interlocutori che avrebbero mandato foto e messaggi a sfondo “piccante”, in alcuni casi ricevendo risposta.

Senato

Scandalo politico: la “trappola” a luci rosse

Si parla di scandalo politico ma, per fortuna, non si tratta di qualcosa avvenuto nel nostro Paese. Il caso è relativo a quanto sta accadendo dalle parti di Westminster dove almeno una dozzina fra ministri, deputati, funzionari e giornalisti parlamentari britannici è stata bersagliata da messaggi e foto “piccanti”.

Diverse persone di spicco, nel corso degli ultimi mesi, come riportato dal Corriere della Sera e anche dai tabloid inglesi, sono state bersaglio di messaggi a sfondo sessuale da parte di misteriosi interlocutori – ragazzi o ragazze -.

Tali messaggi sarebbero arrivati tramite WhatsApp e sempre dagli stessi due numeri. Il contenuto delle chat era, praticamente, sempre lo stesso. I misteriosi personaggi, dopo aver “agganciato” la preda, mandavano messaggi e foto esplicite e, in alcuni casi, veniva anche ricambiati.

A rendere tutta la vicenda molto oscura il fatto che i personaggi misteriosi erano a conoscenza di ogni attività personale e professionale dei loro obiettivi. Sotto attacco sia i politici fedeli al partito conservatore che a quello laburista.

Chi c’è dietro il caso

Come spiegato dal Corriere si è trattato “di un tentativo organizzato di compromettere e ricattare figure del mondo politico, anche se gli esperti ritengono che per la tecnica grossolana utilizzata si possa trattare di criminali più che di servizi stranieri”.

Al netto di questa analisi, il quotidiano ha spiegato come, solamente una settimana fa, erano stati denunciati dei cyber-attacchi provenienti dalla Cina.

Secondo la presidente della Commissione Esteri di Westminster, però, sull’accaduto non ci sono dubbi: “Dietro tutto questo c’è quasi certamente uno Stato straniero ostile“.