Elezione del Presidente della Repubblica, cosa sono le schede segnate e perché se ne parla

Elezione del Presidente della Repubblica, cosa sono le schede segnate e perché se ne parla

Perché si parla di schede segnate in vista della votazione per l’elezione del presidente della Repubblica: cosa sono.

In vista della prima votazione per l’elezione del Presidente della Repubblica si parla anche con una certa insistenza delle schede segnate, uno stratagemma che potrebbe essere utilizzato per conteggiare i voti. Ma cosa sono esattamente?

Le regole della votazione

Come abbiamo avuto modo di vedere, la votazione è segreta e personale. Questo significa che i grandi elettori votano in una cabina chiusa all’interno della quale compilano la scheda sulla quale indicano la loro preferenza. Ma il sistema ha una falla. Non ci sono regole che vincolano gli elettori ad indicare la loro preferenza seguendo una formula precisa. Cosa significa questo? Significa che l’elettore sulla scheda può scrivere quello che vuole. Nome e cognome della persona da lui scelta, cognome e nome, “Onorevole” e poi il nome e il cognome, solo il nome, solo il cognome. Insomma, sulla scheda si può scrivere quello che si vuole. E questo, per gli strateghi della votazione, rappresenta un vantaggio enorme. Perché? Arriviamo al centro della questione. Le schede segnate.

Montecitorio

Cosa sono le schede segnate

Per capire da dove arrivano i voti ad un determinato candidato è possibile dare indicazioni di voto precise. Facciamo un esempio pratico, quello di Silvio Berlusconi. Il Cavaliere è in corsa per il Colle e i centralinisti sono da tempo al lavoro per raccogliere voti fuori dalla coalizione del Centrodestra. Trattandosi di un voto segreto, non è possibile sapere se queste trattative sono andate a termine con successo oppure no. O meglio, non sarebbe possibile. E qui entra in gioco la strategia delle schede segnate.

Agli elettori di Forza Italia, per proseguire l’esempio legato alla candidatura di Berlusconi, potrebbe essere detto di esprimere la preferenza in un determinato modo, ad esempio indicando solo il cognome del candidato, quindi Berlusconi. Agli elettori in quota Lega potrebbe essere chiesto di votare con una formula differente, magari scrivendo sulla scheda “Silvio Berlusconi“, quindi aggiungendo anche il nome. Agli elettori di FdI potrebbe essere indicata una terza formula e agli elettori non appartenenti alla coalizione di Centrodestra potrebbe essere indicata una quarta formula. In questo modo, nonostante il voto sia segreto, si arriverebbe a capire da dove sono arrivati i voti e da dove invece non sono arrivati.

Come ostacolare la strategia

La doverosa premessa è che non siamo di fronte ad una pratica illecita. Semplicemente ci si muove nel quadro normativo sfruttando una falla presente nel regolamento. Ma la storia insegna, quindi, sempre rimanendo al 2022, il Presidente della Camera, Roberto Fico, potrebbe aggirare il sistema limitandosi a leggere solo il cognome indicato sulla scheda, ignorando tutto il reso.

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