Longevità cane 2026: farmaci e strategie per allungare la vita
Vai al contenuto

Direttore: Franco Ferraro

Scienza e longevità: verso il primo farmaco anti-invecchiamento per cani

Un allegro gruppo di cani in un prato verde.

La ricerca veterinaria sta compiendo passi da gigante per estendere la vita dei cani, specialmente per le taglie grandi. Ecco a che punto siamo nel 2026.

È un fatto biologico che affascina e addolora i proprietari: mentre nel resto del regno animale gli esseri più grandi tendono a vivere più a lungo (si pensi alle balene o agli elefanti), tra i cani avviene l’esatto opposto. Un Alano o un San Bernardo hanno un’aspettativa di vita che raramente supera i 9-10 anni, contro i 16-18 di un Chihuahua. Nel 2026, la scienza ha confermato che questo è dovuto a una selezione artificiale che ha esasperato i livelli dell’ormone IGF-1 (fattore di crescita insulino-simile). Se da un lato questo ormone permette una crescita esplosiva nei primi mesi di vita, dall’altro accelera i processi di senescenza cellulare, portando i cani di taglia grande a “esaurire” il loro potenziale biologico molto prima dei consimili più piccoli.

La rivoluzione dei farmaci “Geroprotettori”

La vera svolta del 2026 è rappresentata dai test clinici sui geroprotettori, una nuova classe di farmaci progettati non per curare una specifica malattia, ma per rallentare l’invecchiamento stesso. Tra le molecole più promettenti troviamo quelle che inibiscono il percorso mTOR, una proteina che regola il metabolismo e la crescita cellulare. Gli studi hanno dimostrato che modulando questa proteina è possibile migliorare la funzione cardiaca e la mobilità articolare nei cani anziani. Un altro filone di ricerca riguarda l’eliminazione delle cellule senescenti (le cosiddette “cellule zombie”), che smettono di dividersi ma continuano a rilasciare sostanze infiammatorie che danneggiano i tessuti sani circostanti. L’obiettivo non è l’immortalità, ma l’estensione dell’healthspan, ovvero il periodo di vita trascorso in piena salute e senza disabilità.

Oltre la pillola: la prevenzione epigenetica nel 2026

In attesa che questi farmaci siano disponibili su larga scala, la longevità si costruisce oggi attraverso l’epigenetica, ovvero l’influenza dell’ambiente sull’espressione dei geni. La gestione del peso rimane il fattore numero uno: un cane in leggero sottopeso vive mediamente il 20% in più rispetto a un cane sovrappeso, poiché il grasso viscerale è un organo endocrino pro-infiammatorio. Nel 2026, l’uso di integratori “senolitici” naturali come la quercetina e il potenziamento del microbiota intestinale sono diventati pilastri della medicina preventiva. Anche l’igiene orale gioca un ruolo cruciale: le infiammazioni gengivali croniche permettono ai batteri di entrare nel flusso sanguigno, danneggiando cuore e reni. La longevità canina moderna è dunque un mix tra biotecnologia d’avanguardia e una cura meticolosa dei dettagli quotidiani.

Il ruolo dello stress ossidativo e dei mitocondri

Per garantire una vecchiaia serena, la ricerca si sta focalizzando anche sulla protezione dei mitocondri, le centrali energetiche delle cellule. Con l’avanzare dell’età, i mitocondri diventano meno efficienti e producono una maggiore quantità di radicali liberi, causando quello che i biologi chiamano stress ossidativo. Nel 2026, si consiglia l’integrazione precoce di coenzima Q10 e acidi grassi Omega-3 di grado farmaceutico per proteggere le membrane cellulari. Mantenere le cellule energeticamente efficienti significa preservare la funzione cognitiva del cane, prevenendo la sindrome da disfunzione cognitiva (la versione canina dell’Alzheimer), permettendo così al nostro compagno di restare lucido e presente fino agli ultimi istanti del suo percorso.

Leggi anche
Polpastrelli e gelo: come proteggere le zampe del tuo cane dal sale e dalle temperature rigide

Riproduzione riservata © 2026 - NM

ultimo aggiornamento: 11 Febbraio 2026 11:51

Polpastrelli e gelo: come proteggere le zampe del tuo cane dal sale e dalle temperature rigide

nl pixel