Ilva, sciopero dei lavoratori. Calenda: “Proposta dell’azienda irricevibile”

I lavoratori dell’Ilva hanno incrociato le braccia difronte alle proposte di AM InvestCo. Il ministro Calenda ha fatto saltare il tavolo, chiedendo all’azienda garanzie per i lavoratori.

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ROMA – I lavoratori dell’Ilva hanno incrociato le braccia e sono scesi in piazza: da Taranto a Genova, secondo i sindacati, lo sciopero è stato unanime, incontrando il sostegno delle due Regioni, dei due Comuni e di entrambi gli arcivescovi.

Contrari alla proposta dell’acquirente

Gli operai dell’Ilva hanno deciso la protesta nei confronti della proposta di AM InvestCo, interessata a rivelare il colosso dell’acciaio. L’agitazione dei lavoratori è esplosa dopo l’annuncio di venerdì, quando sono emerse le condizioni per il rilancio dell’acciaieria dalla società aggiudicataria dell’Ilva: 4.000 esuberi – 3.000 dei quali a Taranto – su un totale di 14.000 addetti del gruppo, e azzeramento delle attuali condizioni contrattuali e di inquadramento. In particolare, i lavoratori dell’Ilva contestano la proposta di essere riassunti ex novo, perdendo i diritti dell’articolo 18 e venendo inquadrati secondo il Jobs Act, rimettendo a livello di anzianità. Secondo i calcoli dei sindacati, ogni lavoratore rischia di perdere circa 6.000 euro in busta paga. L’azienda ha replicato così: “Il raggiungimento di un accordo in un tempo ragionevole è importante affinché, una volta chiusa la transazione, possiamo iniziare a mettere in atto i nostri piani di investimenti. Gli investimenti che ci siamo impegnati a fare sono cruciali per migliorare la competitività di Ilva“.

Il tavolo è saltato

Ieri pomeriggio, al Ministero dello Sviluppo Economico, si sarebbe dovuto svolgere il confronto tra AM InvestCo Italy (la nuova società di Arcelor Mittal e Marcegaglia) e i sindacati metalmeccanici Fim, Fiom, Uilm e Usb. L’incontro al Mise è stato però annullato dal ministro Calenda, il quale ha dichiarato: “Abbiamo incontrato con il viceministro Bellanova l’azienda e abbiamo comunicato che l’apertura del tavolo in questi termini è irricevibile, soprattutto per quanto concerne gli impegni sui livelli di stipendio e inquadramento (dei lavoratori) su cui c’era l’impegno dell’azienda a rispettare l’attuale situazione“.