Catalogna, è sciopero generale. L’Onu chiede indagine imparziale a Madrid

Dopo il contestatissimo voto sull’indipendenza, non riconosciuto da Madrid, oggi la Catalogna si ferma per lo sciopero generale. Anche il Barcellona non si allenerà. Nel frattempo, l’Onu e la Ue si rivolgono al Governo spagnolo.

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Lo aveva annunciato domenica sera subito dopo la chiusura delle urne per il voto sull’indipendenza della Catalogna: Jordi Cuixart, presidente di Omnium, una delle due grandi organizzazioni civili indipendentiste catalane, ha indetto per oggi, martedì 3 ottobre, uno sciopero generale in tutta la Catalogna per protestare contro le violenze della Guardia Civil che hanno lasciato sul campo quasi novecento feriti. La protesta riguarderà anche il Barcellona calcio, con i giocatori che non si alleneranno. Piqué, uno dei calciatori blaugrana più conosciuti al mondo, ha detto in lacrime che potrebbe lasciare la Nazionale spagnola.

La richiesta dell’Onu

Nel frattempo, le Nazioni Unite hanno richiesto al Governo di Madrid l’avvio di una indagine imparziale su quanto avvenuto tra sabato e domenica: “Le risposte delle forze dell’ordine devono essere sempre proporzionate e necessarie, sollecito le autorità a garantire un’indagine imparziale“, ha dichiarato Zeid Raad Al Hussein, alto commissario Onu per i diritti umani.

Il commento dell’Unione Europea

La violenza non può mai essere uno strumento in politica“, ha detto il portavoce della Commissione europea, Margaritis Schinas. “Questa è una questione interna della Spagna, che deve essere gestita dall’ordine costituzionale in Spagna. In base alla Costituzione spagnola, il voto in Catalogna non era legale. Se – ha aggiunto Schinas – un referendum fosse organizzato in linea con la costituzione spagnola, il territorio che lascia sarebbe fuori dall’Unione europea“.

La replica di Puigdemont

Il governatore della Catalogna, Carles Puigdemont, ha replicato duramente: “L’Unione europea deve smettere di guardare dall’altra parte davanti alle violazioni della carta europea dei diritti fondamentali, perché non è solo una questione interna ma una questione europea“. Puigdemont chiede inoltre una mediazione internazionale.